A Bulls e Knicks non bastano Rose ed Anthony. Ko Lakers e Clippers. Ok Phoenix

NEW YORK KNICKS @ TORONTO RAPTORS 80-83

Kyle Lowry sfida Carmelo Anthony, nel match di stanotte tra Knicks e Raptors, vinto dai canadesi (foto da: ctvnews.ca)
Kyle Lowry sfida Carmelo Anthony, nel match di stanotte tra Knicks e Raptors, vinto dai canadesi (foto da: ctvnews.ca)

Finisce nel migliore dei modi la preseason dei Raptors (7-1) che, al Bell Center di Montreal, sconfiggono i Knicks di coach Fisher (3-4), guidati dalla premiata ditta  DeRozan-Valanciunas, autori di 15 punti e 13 punti; non basta un ottimo Anthony (24 punti) agli ospiti. L’avvio di match è molto equilibrato, come dimostrato dal fatto che nessuna delle due squadre riesca a fare meglio di un +3 come massimo vantaggio (3-0 i Knicks, con bomba di Melo dopo 23”; 6-9 Toronto, con tripla di Terrence Ross, su assist di Lowry, dopo 2’54”); il 1° periodo termina sul 24-24. Il 2° quarto è di marca ospite, con un buon Stoudemire che ne mette 6 nella prima metà di frazione. Il tentativo di fuga di New York comincia a 5’01” dalla sirena, con un layup di Larkin, che da il la ad un break di 12-4 che consente ai Knicks di tornare negli spogliatoi sul 46-38. Al rientro in campo, però, i Raptors danno il meglio: dopo un botta e risposta tra Valanciunas e Anthony in avvio, i ragazzi guidati da coach Casey infliggono agli ospiti un mortifero 0-17 di parziale in poco più di 5’ (7 di Valanciunas, 6 di DeRozan), con il quale vanno a condurre 48-57 a 5’41” dall’ultimo intervallo. I Knicks, comunque, reagiscono, chiudendo il quarto sotto di 6 (57-63). L’ultimo periodo è emozionante: 7 punti in fila di Tim Hardaway Jr e un canestro da due di Stoudemire permettono il sorpasso agli ospiti (70-68 a 6’11” dalla fine); un gioco da tre punti di Lowry da il via alla risposta Raptors, che tornano sul +5 (70-75 a 4’13”); 5 punti di fila di Larkin riportano avanti la squadra della Grande Mela (78-77 a 1’21” dalla sirena). Negli ultimi secondi, dopo un jumper di Louis Williams, risultano decisivi 4 liberi di Vasquez, per la vittoria di Toronto.

NEW YORK KNICKS: J.R. Smith 2, Anthony 24, Dalembert 2 (10 reb), Shumpert, Larkin 10, Prigioni 6, Acy 8 (10 reb), Jason Smith, Stoudemire 11, Hardaway Jr 9, Aldrich 3, Galloway 5, Early, Outlaw, Wear

TORONTO RAPTORS: J. Johnson, Ross 6, Valanciunas 13, DeRozan 15, Lowry 12, Nogueira, Hansbrough, Williams 12, A. Johnson 8, Patterson 5, Vasquez 8, Hamilton, Fields, Cherry, Caboclo, Hayes, Stiemsma

 

MINNESOTA TIMBERWOLVES @ CHICAGO BULLS 113-112

ben 27 punti per Rose nel match contro Minnesota (foto da: bleacherreport.com)
ben 27 punti per Rose nel match contro Minnesota (foto da: bleacherreport.com)

Ai Bulls (4-4) non bastano 27 punti di un Rose tornato in ottima forma, per avere ragione dei Twolves (5-2), che espugnano lo Scottrade Center di Saint Louis trascinati dai 19 punti di Ricky Rubio e dai 6 punti del rookie Zach LaVine, decisivo nel finale. Sin dal 1° quarto, si capisce come le difese sarebbero state alquanto allegre. L’avvio vede molto pimpanti Rose e Gasol da una parte, Rubio e Young (17 punti a referto) dall’altra; una tripla di quest’ultimo, unita a due liberi di Brewer, consentono agli ospiti di andare sul +7 a 7’ dalla sirena (21-14). Due triple di Kevin Martin (10 punti in totale per lui) permettono a Minnesota di andare sul +9 a 3’25” dalla fine del periodo (31-22), prima del ritorno dei Bulls, con il quarto iniziale che si conclude sul 35-31 Twolves. All’inizio del 2° periodo, 5 punti di Brooks e due triple di Snell permettono alla squadra di coach Thibodeau di rimettere il naso avanti (41-42 dopo 2’16”); per un po’, si prosegue punto a punto, fino al parziale di 2-12 che consente ai padroni di casa, guidati da un ispirato Hinrich, di andare sul 56-62 a 1’53” dalla sirena di metà partita. Rubio non ci sta e, con 4 punti allo scadere, permette ai suoi di impattare sul 64-64. Il 3° periodo vede subito i Bulls andare sul +7 (64-71), che diventa +9 a 6’52” dalla sirena (71-80) grazie ad una tripla di Rose; poco dopo, è Gasol a firmare il massimo vantaggio, +11 (73-84); ancora una volta, è Rubio a prendersi sulle spalle la squadra, con 5 punti nel finale di quarto (83-91). Gli ultimi 12’ cominciano con Chicago che sembra, in apparenza, in controllo, tanto da toccare due volte il +13; Minnesota resta in partita grazie ai canestri di Bennett (17 a referto) e Barea. Proprio loro guidano il break di 11-0 che vale il -1 a 3’12” dalla fine (103-104); altri 4 puti in fila del canadese valgono il sorpasso (107-106) ai 2’06” dalla sirena. Nel finale, decisivi risultano i canestri di LaVine e Dieng, mentre Chicago, sbaglia la tripla della vittoria con Dunleavy.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: Mo Williams 6, Brewer 6, Pekovic 8, Martin 10, Rubio 19, Dieng 2, Budinger 11, Bennet 17, Young 17, Turiaf 2, LaVine 6, Barea 9, Hummel, Heslip, Muhammad, Robinson

CHICAGO BULLS: Dunleavy 17, Noah 6 (17 reb), Hinrich 14, Rose 27, Gibson 14 (11 reb), Gasol 6, Brooks 13, Snell 7, Mirotic, McDermott 8, Moore, Mohammed, Bairstow

 

PHOENIX SUNS @ UTAH JAZZ 105-100

Gordon Hayward (Utah) sfida Eric Bledsoe (Phoenix) (foto da: nba.com)
Gordon Hayward (Utah) sfida Eric Bledsoe (Phoenix) (foto da: nba.com)

I Suns portano il record di questa preseason 2014 sul 5-2 dopo aver vinto sul parquet degli Utah Jazz (5-3). Un’assenza per parte: TJ Warren per Phoenix (piccola frattura al pollice sinistro); Derrick Favors per Utah (infiammazione al ginocchio sinistro). La partita è all’insegna dell’equilibrio sin dal 1° quarto, anche se i padroni di casa, in avvio, provano subito la fuga, sospinti dai canestri di Burke e Kanter (rispettivamente, alla fine, 12 e 10 punti), fino al 10-19 di metà quarto; si scalda anche Hayward, che ne mette 8 nel periodo (su 24 totali), con un divario tra le due squadre che oscilla sempre intorno ai 9 punti, tranne nel finale, dove i Suns accorciano sul -5 (28-33), con i canestri di Isaiah Thomas (18 a referto) e Gerald Green. Si segna poco nel secondo periodo (appena 4-5 in 6’27”); a 2’55” dalla sirena, un jumper di Hayward vale il +12 Jazz (37-49), ma 4 punti a testa tra Goran Dragic e Markieff Morris (18 e 17 punti alla fine), permettono agli ospiti di andare al riposo sul 47-51. Un layup ancora di Markieff porta avanti Phoenix dopo 1’53” dal rientro in campo (53-51); Utah risponde e torna a condurre, ma la partita è punto a punto, con i locali che provano a scappare, ma puntualmente gli ospiti ricuciono, come in chiusura di 3° quarto, con 4 punti di Thomas (77-77). La partita è decisa da un break dei Suns (11-4), con il quale vanno a condurre 99-93 a 2’02” dalla fine. Inutili i tentativi di Hayward di riportare sotto i suoi; importanti i liberi realizzati da Bledsoe e Thomas.

PHOENIX SUNS: Len 5, G. Green 8, Plumlee 6, G. Dragic 18, Bledsoe 14, Tucker 9, Tolliver 6, Marcus Morris 4, Markieff Morris 17, Thomas 18, Goodwin, Ennis, Z. Dragic, Barron, S. Randolph

UTAH JAZZ: Gobert 8, Hayward 24, Kanter 10, Burks 20, Burke 12, Evans 6, Novak, Hood 9, Booker 9, Exum 2, Clark, Felix, Bussey, Motum, Murry

 

SACRAMENTO KINGS @ LOS ANGELES LAKERS 93-92

Reggie Evans (Sacramento) cerca un passaggio, infastidito da Wayne Ellington (Lakers) (foto da: seattlepi.com)
Reggie Evans (Sacramento) cerca un passaggio, infastidito da Wayne Ellington (Lakers) (foto da: seattlepi.com)

Cadono per la 5° volta in questa preseason (a fronte di 3 vittorie) i Lakers, sconfitti alla GMC Grand Garden Arena di Las Vegas al fotofinish (93-92) dai Sacramento Kings (3-4). Coach Scott si presenta con una panchina ridotta all’essenziale, a causa della scelta di far riposare Boozer e Bryant, e degli infortuni di Hill, Nash, Young, Kelly ed Henry. La partita vede le due squadre partire convinte, con i Lakers quasi sempre avanti, con Davis in evidenza (9 punti nel periodo, su 15 totali); dall’altra parte, è molto caldo Cousins, con 11 punti a referto (su 21); il 1° quarto termina sul 22-26 per i giallo-viola. Nel 2° periodo, una tripla di Williams porta avanti i Kings (27-26 a 9’52” dalla sirena), ma Lin (19 punti alla fine, con il 50% dal campo) e Randle riportano LA sul +5. Gli ospiti rispondono con un 11-2 di parziale, che vale il 46-39 a 2’39” dal riposo, al quale si giunge sul 49-48. Il 3° periodo vede i Lakers provare a dare una decisa spallata al match: due canestri di fila di Sacre (12 alla fine) e una tripla di Davis valgono il +10 a 5’26” dal termine del periodo (55-65); è ancora il prodotto di North Carolina a firmare il massimo vantaggio, +12, con un jumper su assist di Lin (59-71). Sacramento prova a rientrare, ma una tripla di Clarkson a 23” dalla sirena ribadisce il distacco (64-76). I Lakers sembrano avere in mano la partita, tanto da toccare in due occasioni il +14 e, comunque, restando sempre in doppia cifra di vantaggio. Dopo un botta e risposta tra Stauskas (10 punti) e Lin dalla lunga distanza (76-89 a 4’28” dal termine), inizia la rimonta ospite, un 15-2 avviato da una tripla di McLemore e concretizzato dal canestro del pareggio (91-91), realizzato da McCallum a 30” dalla sirena. Lin fa 1 su 2 ai -10”, poi la difesa giallo viola concede ben tre tentativi sulla sirena ai Kings, con McCallum che realizza quello decisivo, del 93-92 finale.

SACRAMENTO KINGS: Sessions 13, Gay 8, Cousins 21 (10 reb), McLemore 3, Collison 3, Stauskas 10, Landry 8, J. Thompson 2, Evans (16 reb) , D. Williams 14, T. Johnson 4, McCallum7, Hollins, Casspi, Moreland

LOS ANGELES LAKERS: Smith 4, W. Johnson 8, Sacre 12, Ellington 6, Price, Lin 19, Randle 12, Clarkson 11, Davis 15 (13 reb), J. Brown 5, Boozer, Bryant

 

PORTLAND TRAIL BLAZERS @ LOS ANGELES CLIPPERS 99-89

Steve Blake (Portland) pressato da Chris Paul (Clippers) (foto da: oregonlive.com)
Steve Blake (Portland) pressato da Chris Paul (Clippers) (foto da: oregonlive.com)

Vince Portland (4-3) che, grazie ad una solida prova difensiva e di squadra, espugna lo Staples Center di Los Angeles, infliggendo la 6° sconfitta di questa preseason ai Clippers (2-6), una delle squadre che meno hanno convinto. Scott deve rinunciare ad Aldridge (infortunio all’inguine), mentre Rivers, più o meno per lo stesso motivo, a Davis, oltre a far riposare Jamal Crawford. Avvio lento di partita, con il primo canestro (Lopez per gli ospiti) che arriva dopo 2’. Per i Clippers, praticamente, segna solo Griffin (11 punti nel periodo, su 21); dall’altra parte, è Lillard a fare la voce grossa (9 punti su 21), con gli ospiti che raggiungono anche il +9 (25-16) a 3’05” dalla sirena, chiudendo poi sul 27-21. Il 2° periodo vede i Trail Blazers provare continuamente l’allungo, trascinati dalla coppia Leonard-Lillard, autrice di 17 punti; il vantaggio resta quasi sempre intorno alla doppia cifra, raggiungendo il picco con la tripla dello stesso Lillard, a 3’38” dalla sirena, che vale il +15 (51-36). Redick e Griffin riportano i Clippers a -8 (54-46) sul finire del primo tempo. All’inizio del 3° quarto, con un 2-9 di break, la pattuglia di Doc Rivers rientra in partita (57-55), ma Portland risponde prontamente, con un contro break di 12-4 che vale un nuovo +10 (Matthews a 4’52” dall’ultima sirena, 69-59). Freeland (10 punti) e Blake mandano gli ospiti nuovamente sul +14, con il periodo che termina 76-64 grazie a due liberi di Wilcox. L’ultimo quarto vede i padroni di casa provare a tornare in partita, con Portland che ribatte colpo su colpo. Dopo un ulteriore +14 firmato Freeland-Leonard (87-73 a 7’11”), i Clippers operano il massimo sforzo per tornare sotto, che partorisce il 2-13 (89-86) che vale il -3 a 2’26” dalla fine, con 5 punti in fila di Cunnigham (12 a referto). Portland, però, non si scompone e, con i canestri di Claver, Barton e McCollum chiude l’incontro.

PORTLAND TRAIL BLAZERS: M. Leonard 14, Batum 3, R. Lopez 8, W. Matthews 10, Lillard 21, Freeland 10, Claver 4, CJ McCollum 8, Kaman 13, Blake 4, Wright 2, Crabbe, Barton 2, Robinson, Garrett, Morris

LOS ANGELES CLIPPERS: Cunningham 12, Barnes 6, D. Jordan 2, Redick 12, Paul 8 (11 ast), Farmar 4, Hawes 9, Ingles, Griffin 21, Bullock, Douglas-Roberts 2, Wilcox 5, Turkoglu 8, Crawford, Udoh

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.