Bucks, Antetokoumpo dopo il trionfo: "Questa è la mia città. Volevo completare il lavoro"

Nella notte, i Milwaukee Bucks si sono laureati per la seconda volta nella loro storia campioni NBA. Leader tecnico ed emotivo della squadra, Giannis Antetokoumpo, è stato autore di una prestazione stratosferica

Si è voluto togliere tutti i sassolini dalle scarpe il greco, fresco di vittoria del suo primo anello e del titolo di MVP delle Finals, dopo l’ennesima prestazione ai limiti dell’onnipotenza cestistica (50 punti, 14 rimbalzi e 2 assist). Nelle interviste di fine gara, infatti, ha punzecchiato i cosiddetti “superteam”, che stanno spopolando nella NBA degli ultimi anni: “È facile andare altrove per vincere un titolo con un’altra squadra. È facile! Potrei andare in un superteam, fare la mia parte del lavoro e vincere un titolo. Ma l’abbiamo fatto ‘nel modo più duro’. Ce l’abbiamo fatta!”

Grato alla città di Milwaukee che, a sua detta, lo ha sempre sostenuto e coccolato anche nei momenti più bui, ha rivolto parole al miele per i tifosi, giurando fedeltà alla franchigia: “Non potevo andarmene. C’era un lavoro da finire. La bolla non ci ha reso giustizia. Senza togliere nulla a Miami, ma tutti avevano nostalgia di casa, siamo molto attaccati alla famiglia in questa squadra e ci sono mancate, troppo. Tornando qui mi sono detto ‘Questa è la mia città, si fidano di me, credono in me’, e anche dopo la nostra sconfitta la città ci ha mostrato tutto il suo amore. Volevo completare il lavoro. È il mio lato testardo.”

 

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