I Celtics subiscono un'altra rimonta, Udoka: "Ci manca la durezza mentale"

Non è stata certo una notte indimenticabile per i Boston Celtics. I biancoverdi hanno sprecato un vantaggio di 25 punti in uno dei “superclassici” della Eastern Conference contro i New York Knicks e sono infine stati beffati sulla sirena da un clamoroso buzzer-beater di tabella firmato da R.J. Barrett uscendo così sconfitti dal Madison Square Garden per 108-105.

Al di là dello sfortunato epilogo però non è la prima volta in stagione che la franchigia del Massachusetts getta all’aria una vittoria dopo un buon margine acquisito. Come riporta ESPN infatti i Celtics hanno sprecato per ben quattro volte in 39 partite un vantaggio di almeno 19 punti e, statistiche alla mano, sono fra le peggiori squadre di tutta l’NBA sia in attacco che in difesa nei quarti conclusivi.

Dati che non possono certo far felice l’head coach Ime Udoka che è intervenuto ai microfoni dei giornalisti dopo la bruciante sconfitta incassata: “Andiamo nel panico facilmente quando ad un certo punto, com’è inevitabile quando siamo in trasferta davanti ad un pubblico come quello del Madison Square Garden, arriva un momento di reazione da parte degli avversari. Perdiamo tutta la sicurezza nei nostri mezzi quando magari il vantaggio è ancora tranquillamente in doppia cifra. Penso che alla base di questo problema ci sia soprattutto una scarsa durezza mentale da parte nostra”.

“Dobbiamo imparare a gestire meglio sia il tempo che il punteggio” – continua l’ex assistente di Spurs, 76ers e Nets – “Non possiamo pretendere di abbassare il ritmo quando abbiamo un buon vantaggio nel primo tempo, e al contempo non dobbiamo aver fretta di rispondere ai canestri degli avversari nel periodo conclusivo come abbiamo fatto oggi forzando molti tiri invece che rallentare e ragionare”.

I Celtics, undicesimi ad est con un deludente record di 18 successi e 21 ko, torneranno in campo nella notte fra sabato e domenica sempre contro i Knicks, ma stavolta davanti al pubblico amico del TD Garden a Boston.

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.