Chris Bosh, "Felice di poter tornare in campo. Non vedo l'ora di giocare con Dragic"

Dopo esser stato fermo dallo scorso 21 Febbraio, a causa di alcuni coaguli di sangue nel polmone sinistro, che avevano fatto seriamente temere per la sua salute, Chris Bosh vede finalmente la luce, tornandosi ad allenare con i suoi compagni in vista dell’inizio della regular season. In base alla propria esperienza personale, però, l’ex Raptors si sta dando da fare anche nell’ottica della prevenzione, volendo sensibilizzare le persone sui rischi che comportano i coaguli, come riconoscerne i sintomi e come prevenirli.

 

All’inizio, sentivo un fastidio nella parte sinistra del petto, qualcosa di strano, che non riuscivo a spiegarmi. Ho iniziato ad avere sempre più paura, perché avevo difficoltà a respirare. Allora, una volta tornato a casa, decisi con mia moglie di farmi visitare da un dottore. Una volta compiuti tutti gli esami del caso, mi sono stati diagnosticati dei coaguli di sangue al polmone sinistro“. “Quando il dottore mi ha confidato che la mia stagione era finita” – continua Bosh – “ero incredulo. Ma per la mia salute dovevo fermarmi. Fortunatamente, i farmaci anticoagulanti da lui consigliatimi hanno fatto il loro dovere e scongiurato la mia paura più grande, ovvero di dover chiudere con il basket professionistico. Adesso, ogni volta che posso giocare a basket, ogni giorno nel quale passo del tempo con i miei bambini, mi considero l’uomo più fortunato del mondo“.

 

Bosh ha anche parlato della stagione che sta per cominciare, focalizzandosi su Goran Dragic. “Sono davvero eccitato dalla possibilità di poterci finalmente giocare assieme. Ha tanto talento e lo dimostra ogni volta negli allenamenti. Dopo 6-7 mesi di assenza, potremo affinare il nostro feeling in campo. Abbiamo una buona squadra quest’anno, e credo faremo bene“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.