Grizzlies e Bucks passeggiano su Detroit e Philadelphia. Gli Hornets si riprendono e battono New York.

New York Knicks – Charlotte Hornets 71-76

Gli Hornets ritrovano la vittoria dopo la pesante batosta subita contro i Cavaliers e lo fanno mettendo fine all’unica serie minimamante positiva che si sia vista in quel di New York. Prima metà di gara che viaggia su ritmi molto blandi e che si chiude con gli ospiti in vantaggio, segnalando la prepotente schiacciata di Galloway che buca la difesa avversaria. Dopo l’intervallo alla tripla di Hardaway Jr. rispondono i due layup in penetrazione di Kidd-Gilchrist prima e di Stephenson poi, che segnano il sorpasso degli Hornets (54-57). Nell’ultimo quarto è sempre Hardaway a tenere a galla i Knicks con due triple consecutive, mentre dalla parte opposta gli Hornets si affidano al gioco in post di Jefferson e ai numeri di Kidd-Gilchrist. In mancanza di Anthony (assente in questo match) è proprio la guardia a prendersi il tiro che manderebbe tutti all’overtime, ma dopo 25 punti totali, quello decisivo finisce lontano dalla meta e regala la vittoria a New Orleans.

New York Knicks: Amundson 7, Thomas 16, Smith 5, Hardaway Jr. 25, Galloway 11, Larkin 2, Stoudemire 1, Aldrich 2 (13 rimbalzi), Wear 2.

Charlotte Hornets: Kidd-Gilchrist 10, Zeller 8, Biyombo 0, Henderson 14, Roberts 17, Jefferson 9, Stephenson 6, Williams 3, Hairston 5, Maxiell 4.

Detroit Pistons – Milwaukee Bucks 86-101

I Bucks continuano la loro corsa solitaria verso i playoff passeggiando sugli ostici Pistons, che hanno messo a ferro e fuoco la lega nell’ultimo mese con le loro 7 vittorie consecutive. Azione da ricordare quella che apre le danze: Drummond stoppa Antetokounmpo e fa partire il contropiede grazie all’avanzata di Jennings, che tramite il tabellone serve lo stesso Drummond per la schiacciata poderosa. Nel secondo quarto all’ennesima penetrazione con layup di Jennings rispondono ben tre triple di Mayo, che fissano il risultato sul 40-51. Il terzo quarto si rivela decisivo soprattutto per la pessima difesa di Detroit dal perimetro, laddove prima Middleton, poi Knight e infine Ilyasova puniscono il lassismo dei Pistons. Alla fine della frazione di gioco ecco il dramma sportivo, con Jennings che poggia male il piede e subisce una distorsione dolorosissima che lo costringe ad abbandonare l’incontro, mettendo la parola fine anche sulle speranze dei suoi di recuperare.

Detroit Pistons: Singler 7, Monroe 8 (16 rimbalzi), Drummond 10, Caldwell-Pope 4, Jennigs 16, Tolliver 12, Meeks 4, Butler 10, Augustin 2, Jerebko 7, Anthony 2.

Milwaukee Bucks: Antetokounmpo 6, Ilyasova 9, Pachulia 8, Middleton 16, Knight 14, Dudley 12, Henson 12, Mayo 20, Bayless 4.

www.tsn.ca
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Philadelphia 76ers – Memphis Grizzlies 86-101

Tra i festeggiamenti per l’ingresso nel quintetto dell’All-Star Game di Marc Gasol, i Grizzlies trovano un’altra vittoria contro Philadelphia e si confermano secondi nella Western Conference. Nel primo quarto c’è un grande inizio per Green, che prima in penetrazione e poi con una tripla ingrana la marcia giusta per l’avvio dei suoi. Anche prima dell’intervallo continua il dominio dei padroni di casa, che trovano nell’attacco a canestro di Udrih e Allen e nei tiri dal perimetro di Carter l’arma giusta per consolidare il vantaggio. Nella seconda metà di gara sono i leader di Memphis a chiudere virtualente l’incontro: sia Gasol che Randolph diventano impossibili da marcare in post basso e dalla media distanza. Ultimo quarto che non riserva sorprese se non fosse per l’ennesima bellissima schiacciata di Carter, che mostra agli ospiti il risultato finale.

Philadelphia 76ers: Mbah a Moute 7, Covington 8, Noel 7, McDaniels 6, Carter-Williams 10, Grant 16, Sims 2, Drew 9, Thompson 5, Sampson 9, Aldemir 4 (11 rimbalzi).

Memphis Grizzlies: Green 18, Randolph 17 (14 rimbalzi), Gasol 9, Lee 8, Conley 9, Leuer 6, Allen 4, Udrih 6, Koufos 7, Carter 13

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About The Author

Vincenzo Florio Nato a Napoli nel 1994. Laureando in Giurisprudenza e aspirante giornalista, fondatore di Nba24.it e firma di WorldOfWrestling.it. Diviso agonisticamente tra The Beard e Paul George, il cuore resta solo di Steve Nash.