Harden attacca Antetokounmpo: "Non essendo alto come lui, ho dovuto imparare a giocare". Il greco: "Non cercavo lo scontro"

In una NBA che si avvia all’ultimo mese e mezzo circa di regular season, prima di lanciarsi nella corsa al Larry O’Brien Trophy 2020, tiene banco la polemica a distanza tra due delle maggiori stelle dell’attuale firmamento della Lega, vale a dire James Harden e Giannis Antetokounmpo.

Procediamo con ordine. Che i due non si amino è cosa risaputa; la scintilla dello scontro di questi giorni risale all’All-Star Game di Chicago. A margine del match dello United Center, alla domanda di Charles Barkley sul perché avesse voluto in squadra Kemba Walker anziché un palleggiatore come la stella dei Rockets, Giannis ha risposto: “Perché voglio qualcuno che passi il pallone“.

Come se non bastasse, a fine partita Giannis aveva confessato come l’obiettivo di tutta la sua squadra, quando Harden era in campo, fosse di attaccarlo ad ogni singola azione, ritenendolo il punto debole del Team LeBron, difensivamente parlando.

Passiamo all’attualità, e alla risposta che The Beard, intervistato da Rachel Nichols di ESPN, ha voluto inviare, in primis per il commento riguardante anche Walker: “Sinceramente ho una media assist migliore di entrambi, non capisco proprio cosa ci sia di divertente in quella battuta“, ha sottolineato polemicamente Harden.

Se devo dirla tutta, piacerebbe anche a me essere alto 2 metri e 13, correre per il campo e schiacciare ogni volta. Per fare quelle cose non ci vogliono qualità particolari, e dovrei concentrarmi sul mio gioco solo in seguito” – ha aggiunto – “Invece io ho dovuto sul serio imparare a giocare a basket. Il mio fisico mi ha, per così dire, costretto a farlo, oltre a lavorare sodo sulle mie skills“.

Non poteva ovviamente mancare la replica del greco dei Milwaukee Bucks: “Io non gioco soltanto di potenza. Anzi, quando a 18 anni sbarcai in NBA pesavo appena 80 chili e faticavo ovviamente a spostare quelli molto più grossi di me” – ha detto Giannis prima della sfida con gli Oklahoma City Thunder, poi dominata – “Io lavoro duramente per migliorare il mio gioco, anche perché non è per nulla facile penetrare in area ad alta velocità e, se serve, fare il passaggio giusto. La mia mentalità è che più miglioro più riesco a giocare meglio e, di conseguenza, la mia squadra ha più chance di vittoria“.

Il greco prova comunque a gettare acqua sul fuoco: “Per me non esiste questo botta e risposta con lui, anche perché non sono quel tipo di persona, che si diverte a lanciare frecciate agli altri. Qualche volta potrebbe sembrare così, ma non è nel mio modo di fare. Alla fine, però, se Harden è convinto, è libero di pensare quel che vuole“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.