Heat@Pacers, si sfiora la rissa tra Jimmy Butler e TJ Warren

Alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis, i Miami Heat hanno dato un’altra dimostrazione di forza, espugnando il campo dei Pacers per 122-108 e confermandosi al secondo posto nella Eastern Conference, a 5 partite dai Milwaukee Bucks ma davanti a squadre ben più quotate ad inizio stagione come Boston Celtics, Toronto Raptors e Philadelphia 76ers.

La partita di stanotte è stata però caratterizzata anche da un momento di alta tensione tra Jimmy Butler (14+7 ast e6 reb) e TJ Warren. Siamo a 6’29” dalla fine del terzo quarto, sul 79-56 per gli ospiti; Butler prova ad andare a canestro, ma viene ‘abbracciato’ e trattenuto dall’avversario. Fallo sacrosanto ma la stella degli Heat, chiaramente spazientita dall’atteggiamento tenuto nei suoi confronti dall’avversario, va ad affrontarlo a muso duro, faccia a faccia.

Divisi (non con qualche difficoltà) dagli arbitri e dai rispettivi compagni di squadra, i due continuano a battibeccare anche a distanza, finché la situazione sembra calmarsi. Sanzionati con un tecnico a testa, il gioco riprende con una rimessa per Miami, ma i due si trovano nuovamente uno contro l’altro; Butler allontana con una spallata Warren, provocando il fischio degli arbitri, con un fallo in attacco.

Warren ha la bella idea di seguire da vicino il #22 ospite, applaudendo ironicamente alle sue spalle e beccandosi dagli arbitri il secondo tecnico e conseguente espulsione; Butler, dal canto suo, replica mandando ripetuti ‘baci’ all’avversario.

Nel post partita, mentre il giocatore dei Pacers ha voluto evitare qualsiasi riferimento a quanto accaduto sul parquet, Butler c’è andato giù molto duro, innanzitutto pubblicando un post su Instagram nel quale è cerchiata in rosso la data del match del 20 Marzo, sempre ad Indianapolis, taggando Warren e scrivendo ‘Non arrabbiarti, non puoi marcarmi. Vedremo cosa saprai fare a Marzo‘.

Poi ai microfoni: “Credo che sia molto frustrante per lui rendersi conto del fatto che io posso marcarlo e contenerne gli attacchi, mentre lui non può nemmeno pensare di farlo” – ha detto Butler – “Ad un certo punto però devi trattenerti e non puoi permetterti di dire stronzate. Ci vediamo la prossima volta, perché mi ha mancato di rispetto. Lui è soft in difesa, non tiene a livello fisico. Non è neanche paragonabile a me, giochiamo su due livelli completamente diversi. Se fossi il loro allenatore, eviterei di chiedergli di marcarmi, perché fa schifo“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.