I Lakers tornano alla vittoria. Male Knicks e Thunder, Davis trascina i Pelicans

Kobe Bryant è il quarto giocatore della storia a raggiungere quota 32.000 punti: Michael Jordan (32.292) è sempre più vicino (foto da: bleacherreport.com)
Kobe Bryant è il quarto giocatore della storia a raggiungere quota 32.000 punti: Michael Jordan (32.292) è sempre più vicino (foto da: bleacherreport.com)

LOS ANGELES LAKERS @ ATLANTA HAWKS 114-109 – Seconda vittoria stagionale per i Los Angeles Lakers, corsari alla Philips Arena di Atlanta contro gli Hawks. Stavolta il “supporting cast” fa il suo dovere e Kobe non si vede costretto a forzare oltre il limite (28 punti, 10/18 al tiro) per portare a casa la W. Ottimo il primo quarto dei losangelini (31-20) chiuso da due giocate sopraffine del “Mamba”: prima il consueto, spettacolare, fade away del + 10 (27-17) poi l’assist per la tripla del rientrante Nick Young (17 punti). La risposta dei padroni di casa è affidata al solo Paul Millsap (19 punti all’intervallo lungo, 29 totali), unico tra i suoi a crerae problemi sotto i tabelloni alla coppia Boozer-Hill; proprio l’ex Chicago, infatti, è uno degli artefici della miglior versione stagionale dei gialloviola, grazie a una prova finalmente all’altezza (doppia doppia da 20 e 10 rimbalzi). A metà gara il tabellone recita +15 Lakers (67-52), con un dominio che va ben oltre il punteggio. Nel terzo quarto, però, arriva la reazione degli Hawks, con la tripla di Teague (23 punti) che vale il -2 (67-65, all’interno di un parziale di 0-13. I Lakers, tuttavia, non si scompongono e riescono ad arrivare all’ultimo periodo in vantaggio di 8 (91-83). Come nel quarto precedente Teague e Millsap guidano la rimonta dei padroni di casa che, però, si ferma ancora una volta di fronte alla voglia di vincere di un Kobe Bryant uscito furente dal time out: il “long two”del 107-102 a meno di un minuto dalla fine vale i 32.000 punti in carriera e la firma in calce alla vittoria. Gli Hawks, infatti, sprecano l’occasione del pareggio con Antic e L.A. può finalmente festeggiare: 114-109 il finale da Atlanta.

Los Angeles Lakers: Johnson e Sacre 4, Boozer 20 (10 rimb.), Hill 18 (10 rimb.), Bryant 28, Lin 15 (1o ass.), Davis 6, Young 17, Price 2;

Atlanta Hawks: Sefolosha 10, Millsap 29, Horford 15, Korver 8, Teague 23, Antic 4, Bazemore 2, Scott 8, Schroder e Mack 5

Jabari Parker, grande protagonista nella vittoria sui Knicks (foto da: bleacherreport.com)
Jabari Parker, grande protagonista nella vittoria sui Knicks (foto da: bleacherreport.com)

NEW YORK KNICKS @ MILWAUKEE BUCKS 113-117 – Ancora una sconfitta per i Knicks che a Milwaukee cadono sotto i colpi dei giovani Bucks. Equilibrio totale nel primo quarto (pari 30), con un Iman Shumpert protagonista (11 punti su 21 totali). Totalmente diverso il copione del secondo parziale, con i padroni di casa che creano i presupposti della fuga per la vittoria con un 19-36 che porta la firma dei vari Mayo, Parker e Pachulia (doppia doppia da 14 e 13 rimbalzi). Nel terzo quarto gli ospiti accennano ad una reazione ma, all’alba degli ultimi 12 minuti di gioco, si ritrovano comunque sotto di 15 (8o-95). Melo, Shumpert e un sorprendente Hardaway Jr. (24 punti) non si arrendono e arrivano ad un passo dalla clamorosa rimonta (113-115) a 7 secondi dalla fin, ma la contestata rubata di Middleton a J.R. Smith consegna un ulteriore possesso ai Bucks che sigillano la W con un viaggio in lunetta. Finisce 113-117.

New York Knicks: J.R. Smith 9, Anthony 26, Dalembert 2, Shumpert 21, Stoudemire 14, Hardaway Jr. 24, Prigioni 11, Wear 6;

Milwaukee Bucks: Antetokounmpo e Middleton 13, Parker 12, Pachulia (13 rimb.) e Knight 14, Dudley 7, Henson 4, Mayo 11, Ilyasova 20, Bayless 9

OKLAHOMA CITY THUNDER @ UTAH JAZZ 81-98 – Non conosce soluzione di continuità la crisi dei Thunder che a Salt Lake City incassano la nona sconfitta stagionale. Nonostante un buon primo quarto (23-14), Okc crolla alla distanza a cavallo tra secondo e terzo periodo: decisivo il 17-32 dopo l’intervallo lungo con i Jazz che, negli ultimi 12 minuti di gioco non  hanno difficoltà a gestire i 13 punti di vantaggio (59-72). Inutili i 19 punti di un discreto Lamb contro la prestazione mostre di Burks (doppia doppia da 20 e 10 rimbalzi) e un Burke da 17 punti. Vincono i Jazz 81-98.

Oklahoma City Thunder: Thomas e Ibaka 6, Adams 11, Lamb 19, Jackson 10, Morrow, Perkins e Collison 8, Telfair 4, Smith 1;

Utah Jazz: Hayward 13, Favors 10, Kanter 16, Burks 20 (14 rimb.), Burke 17, Gobert 6, Booker 2, Ingles 5, Exum 9

NEW ORLEANS PELICANS @ SACRAMENTO KINGS 106-100 – Ai Kings non basta il mostruoso Cousins di questi tempi (doppia doppia da 24 e 17 rimbalzi), per evitare la sconfitta contro i Pelicans di Anthony Davis. Il duello tra i due lunghi è il leit motiv di inizio gara, con canestri da una parte e dall’altra come su di un ring di pugilato. E’ grazie ai canestri del proprio numero 23 che i Pelicans riescono a limitare i danni a metà gara (45-54), prima di piazzare, nel terzo periodo, il 31-15 che risulterà decisivo; parziale che, oltre a quella prestigiosa di Davis, porta la firma di un Ryan Anderson da 22 punti e 9/17 al tiro.Nell’ultimo periodo Cousins e Gay hanno ancora qualche cartuccia da sparare, ma ogni speranza di rimonta crolla sotto i due spettacolosi punti di Evans del 102-97 a poco meno di 50 secondi dalla fine. La W prende la strada della “Big Easy”: vincono i Pelicans 106-100.

New Orleans Pelicans: Evans 18, Davis 28, Ajinca e Babbit 5, Gordon 17, Holiday 9, Anderson 22, Rivers 2;

Sacramento Kings: Gay e Thompson 15, Cousins 24 (17 rimb.), McLemore 2, Collison (11 ass.) e Casspi 13, McCallum e Stauskas 5, Landry 8

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About The Author

Claudio Pellecchia Napoletano classe ’87, giornalista sportivo e laureato in Giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi perché, come disse qualcuno, “lei non mente mai”. Scrive anche di calcio su Rivista Undici.