Knicks, Walker ritorna e segna 29 punti: "Ho ancora tanto da dare"

Dopo la scelta a sorpresa di escludere il playmaker Kemba Walker dalle rotazioni qualche settimana fa, nella sfida di questa notte contro i Boston Celtics (ex squadra fra l’altro di Walker stesso) il coach dei New York Knicks Tom Thibodeau, date le numerose assenze dettate dal protocollo Salute e Sicurezza dell’NBA, è stato costretto a richiamare in causa il prodotto di UConn.

I Knicks hanno perso la sfida per 114-107, ma Walker si è reso protagonista di una performance convincente da 29 punti e 6 rimbalzi risultando così, nonostante i 6 falli commessi, il migliore dei suoi insieme all’altro ex di turno, Evan Forunier, che ha portato a casa ben 32 punti.

“Mi sento bene, sono felice di aver fatto una buona partita” – dice ai microfoni dei giornalisti il nr.8 dei Knicks – “Penso di meritarmi il mio posto in campo, ma a prescindere dalla situazione in cui mi troverò resterò sempre concentrato, non farò mai mancare il mio impegno. Se la squadra avrà bisogno di me, mi farò sempre trovare pronto”.

Chiaramente, dopo l’esclusione di Thibodeau molti hanno ipotizzato un’ imminente separazione fra Walker e la franchigia di quella che è la sua città natale: “Io voglio giocare. Ho ancora tanto da dare. Non posso sapere cosa accadrà, dipende anche da ciò che vuole lo staff, quindi non so se rimarrò qui o giocherò altrove” commenta il giocatore a riguardo.

L’ex Celtics e Hornets poi aggira la questione sul suo rapporto con il coach: “Non ho parlato molto con lui riguardo il mio impiego in questi giorni. Non sto giocando, sono fuori dalle rotazioni, questo è ciò che so, questa è la situazione”.

Dal canto suo, anche Thibodeau in conferenza stampa parla poco di Walker, non negando però la sua buona prestazione: “Ha giocato davvero bene. Avrà più minuti? Vedremo, bisogna guardare alla squadra, non al singolo giocatore”.

I Knicks, dodicesimi ad est con record 13-17, scenderanno in campo nella notte fra martedì e mercoledì contro i Detroit Pistons.

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.