LA LAVAGNA - I Rockets e la "Wheel"

Si chiama “Wheel”, letteralmente “Ruota” ed è uno degli schemi più utilizzati del playbook degli Houston Rockets di coach Kevin McHale.

Niente di complesso ma, come spesso accade, sono le soluzioni più semplici a risultare le più efficaci sul parquet. Di base si tratta di un gioco che coinvolge tutti i “piccoli” in campo, con i lunghi chiamati a svolgere delicati e fondamentali compiti di blocco al fine di favorire un tiro pulito.

Il playmaker inizia l’azione partendo dallo stesso lato della shooting guard posizionata, inizialmente, in angolo. Sfruttando il doppio blocco del 4 e del 5, il 3 si apre pronto a ricevere in punta. Contemporaneamente il numero 2 esegue un rapido mezzo giro posizionandosi nell’angolo opposto rispetto a quello di partenza; anche in questo caso, risulterà fondamentale un nuovo doppio blocco portato correttamente dai lunghi nel pitturato, in modo da rallentare la rotazione difensiva avversaria. Eseguito col “timing” giusto, il numero due nell’ultima immagine ha due opzioni: un piazzato dalla media-lunga distanza con discreta libertà, oppure una penetrazione dalla linea di fondo, con la possibilità di proteggersi con il erro appoggiando al vetro, oppure scaricare al centro o all’ala forte per due punti comodi in vernice.

C’è da dire, però, che la “Wheel”, pur nella sua efficace semplicità, necessità di un reparto guardie in cui i compiti sono ben delineati. Ecco perchè si tratta di un gioco che, ultimamente, i Rockets stanno utilizzando meno rispetto allo scorso anno quando potevano contare su un Chandler Parsons in più: spettava, infatti, al numero 25 il compito di ricevere in punta e riaprire sul lato per James Harden (nel buon 70% dei casi) o Jeremy Lin.

Quest’anno, con un Howard apparentemente tornato nel pieno delle sue facoltà e con l’ala ex Gators partita in direzione Dallas, è molto più facile osservare come la variante del tiro perimetrale abbia ceduto il passo a quello dello scarico sotto i tabelloni. Compito di “Superman” convertire in due punti il “mulinello” messo in atto dagli esterni.

Commenta
(Visited 40 times, 1 visits today)

About The Author

Claudio Pellecchia Napoletano classe ’87, giornalista sportivo e laureato in Giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi perché, come disse qualcuno, “lei non mente mai”. Scrive anche di calcio su Rivista Undici.