LE OPINIONI - Alessandro Mamoli: "Westbrook pazzesco, ma Thunder sfortunati. Tutti bravi i nostri italiani

Manca poco, ormai, perché la stagione regolare sta per sparare le sue ultime cartucce. Le partite si fanno più importanti, la tensione sale, e tutte le squadre provano ad accaparrarsi il posto migliore.
Tutte le gare della Lega sono salite d’intensità, e i Playoffs sono davvero dietro l’angolo.
Come prepararsi? NBA24 vi dà una mano, raggiungendo Alessandro Mamoli, giornalista di Sky, per una bella chiacchierata su quel che è stato e quel che sarà.

In contumacia KD35, Westbrook è arrivato a quota 8 triple doppie con un dominio in campo quasi mai visto prima. Crede che la presenza di un giocatore come Durant limiti le potenzialità di Westbrook? Per il futuro, se fosse Sam Presti, come agirebbe sul mercato visti gli altri contratti pesanti? 

“Proverei a tenere uno dei due ma non entrambi. Continuo a pensare che Westbrook sia destinato ai Lakers perché là vuole da andare da sempre. Vediamo cosa succede al piede di Durant, in passato altri giocatori hanno avuto problemi enormi con infortuni simili. Thunder sfortunatissimi. Poteva essere l’ anno buono ma vediamo, sono ancora in corsa per i playoff.”

Ad Ovest si rischia di avere 4 finali nel primo turno ed è ancora viva la lotta per l’ottavo posto tra Thunder e Pelicans. Chi la spunterà alla fine? Ad Est, invece, si potrà affrontare la post-season ancora con un record negativo. Un posto per Indiana, Miami, Boston e Charlotte. Quale sarà la griglia finale? 

“Fare un pronostico ad ovest è impossibile, sia perché non sappiamo ancora il tabellone sia perché ci sono almeno 677 squadre che hanno possibilità di arrivare fino in fondo. Ho un buon feeling per gli Warriors e vediamo come arrivano gli Spurs fisicamente. Se pescano una strada favorevole sono come sempre temibili. Alternativa, Grizzlies . Ad Est mi fido di Miami e Indiana anche se adesso i pacers sono in calo ma arriveranno tutte vicinissime.”

Gigi Datome in un mese ha completamente cambiato vita, Gallinari di nuovo in forma, così come Bargnani. Belinelli continua a fare il suo dovere. Quale voto si può dare ai nostri azzurri fino a questo momento della stagione?

“Datome voto 8 per la pazienza e per come si è fatto trovare pronto. Gallo voto 7 ma è condizionato dalla presenza di infortuni e di un allenatore che non valorizzava il suo modo di giocare e quello della squadra. In questa fase della stagione è tendente all’ 8. Bargnani voto 7.5 per la capacità con cui ha assorbito le critiche che piovono dal difficile ambiente della Grande Mela. In silenzio è tornato e si è messo a giocare e segnare, nonostante la squadra abbia un record perdente. Belinelli voto 7 , più condizionato dai suoi piccoli infortuni e dal rendimento della squadra poco continuo. In crescita lui e gli Spurs.”

Le ultime ore della trade deadline come non si erano mai viste. Si è mosso l’8% dei giocatori della lega, con 13 trade per un totale di 37 giocatori scambiati. Chi esce vincitore dopo un mese?

“Credo pochi o nessuno. Dobbiamo aspettare il 2016, il mercato dei free agents, il nuovo salary cap e l’ accordo giocatori/proprietari destinato a essere rinegoziato e portarci ad un nuovo probabile lockout . La vera geografia NBA la vedremo tra due anni.”

Per la pallacanestro fatta vedere finora, la finale dovrebbe essere Atlanta – GSW ma sono troppe le squadre da tener fuori. Quanta strada effettivamente possono fare queste due squadre e che tipi di ostacoli troveranno sulla loro strada?

“Possono sicuramente arrivare in finale. Gli Warriors hanno una concorrenza incredibile ad ovest, tante, forse troppe squadre forti. Quando arrivi alla post season è solo questione di accoppiamenti. Gli Hawks hanno un sistema di squadra vincente ma alla fine i playoff te li fanno vincere i grandi giocatori . Ad Atlanta non ne vedo. Buoni, ottimi giocatori ma non grandi giocatori. Certo anche gli Spurs vincono di sistema. Ma è un sistema che all’ interno ha Duncan , Parker e Ginobili.”

Ci ha colpiti una frase di Flavio Tranquillo che diceva “Ho visto il futuro, e ha un sopracciglio solo”. I numeri continuano a crescere, ha sfiorato quasi una quadrupla doppia contro i Nuggets e ha già le chiavi della Lega in mano, pur essendo appena alla seconda stagione. Per arrivare davvero in alto ha bisogno di un supporting cast di un certo livello. New Orleans riuscirà a costruirlo oppure per Davis è meglio cambiare aria?

“La piazza non è di quelle che fanno gola ai free agents ma se esponi AD in vetrina qualche cliente potrebbe arrivare. E’ un giocatore del 2030 capitato per caso nel 2015. Un giocatore incredibile.”

 

 

 

 

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About The Author

Alessandro Pagano Giornalista Pubblicista e studente di Scienze e Tecnologie della Comunicazione. Scafati e il basket i suoi primi e unici grandi amori. Cresciuto sotto il segno dell’avvocato Buffa e Flavio Tranquillo. Si va a dormire con pantaloncini e calzettine da gioco “because you never know if a game breaks out”! Fondatore di NBA24.it