L'EDITORIALE - Commento alle previsioni per il 2015 di Bleacher Report

L’inizio di un nuovo anno dà sempre lo spunto per fare un bilancio di quello appena trascorso e soprattutto per fare delle previsioni su quello appena cominciato. Ed è così, sulla falsa riga di quello che ha proposto Bleacher Report, che si commentano le “15 audaci previsioni per il 2015” della testata giornalistica americana.

1) Tre squadre della Eastern Conference accederanno ai playoff con meno di 40 vittorie
Sarebbe l’emblema tangibile della disparità fra le due conference. Ed è anche uno scenario altamente probabile: Brooklyn e Miami danno l’impressione di aver perso la propria identità, squadre che galleggiano in un limbo con giocatori dai maxi-contratti. La fine di un ciclo, per chi vincente e chi no, è arrivata. Discorso a parte andrebbe fatto per i Milwaukee Bucks: giovani, forti e sfortunati. Hanno perso Jabari Parker per il resto della stagione e adesso si trovano con tante vittorie quante sconfitte. E’ davvero difficile prevedere se e quanto i cervi del Wisconsin riusciranno a mantenere la baracca.
2) Detroit sarà una contender per i playoff a Est
L’addio di Josh Smith ha riportato fiducia e alchimia ad un ambiente che sembrava averle perdute entrambe. La stagione è lunga e un record di 9-23 può essere sovvertito del tutto. Ma appare decisamente prematuro dichiarare i Pistons in grado di poter risalire così rapidamente la china, nonostante manchino ancora 50 partite.
duncan copertina3) Gli Spurs finiranno 4° nella loro division
Assolutamente si. In questo momento, Memphis, Houston e Dallas sembrano avere qualcosa inpiù agli Spurs, che faticano un po’ troppo in questo avvio di stagione, complici i tanti infortuni e una gestione difficile del minutaggio di Ginobili e Duncan, che per motivi anagrafici vanno salvaguardati per averli al massimo quando conta. Questo, infatti, è l’obiettivo di Popovich. E francamente, con una squadra così, può ampiamente permetterselo.
4) I 76ers chiuderanno la stagione con il peggior attacco nella storia della Lega
Questa è la meno audace delle previsioni. Philadelphia ha giocatori troppo giovani e svezzarli così comporta toccare cifre da compassione in regular season. Singolarmente, solo Wroten e Carter-Williams stanno viaggiando con numeri interessanti. Il ritorno di Mbah-a-Moute e quello futuro di Embiid daranno un serio aiuto ad un reparto lunghi che stenta tantissimo.
5) Mini-tanking tra le prime ad Ovest
A causa della partenza accidentata di Oklahoma City, con ogni probabilità la squadra non potrà ambire ai piani alti della conference, ma dovrà addirittura combattere per un posto ai playoff. Per questo, i Thunder dovrebbero arrivare massimo al 7° posto. OKC, si sa, è una delle migliori squadre NBA quando può contare su tutti gli effettivi ed è per questo che una squadra come Portland, se dovesse mantenere la seconda posizione ad Ovest, potrebbe pensare di fare un “mini-tanking” così da scendere di qualche posizione e trovarsi contro un avversario più accessibile. Previsione audace, ma non troppo.

espn.go.com
espn.go.com

6) Nikola Mirotic vincerà il premio “Rookie of the Year”
Il 23enne montenegrino è riuscito ad inserirsi nei meccanismi di Thibodeau, famoso per non dare troppo spazio ai rookie. Le sue percentuali sono in continua crescita e i numeri migliorano partita dopo partita. Il problema è che a Minneapolis c’è un tale Andrew Wiggins che oltre al talento ha anche il vantaggio di predicare nel deserto (almeno per il momento) e quindi più occasioni per mettersi in mostra. Il nostro favorito rimane quello in maglia Timberwolves.
7) Tim Duncan sarà il Defensive Player of the Year
Cifre e impatto difensivo indiscutibili per il nativo delle Isole Vergini, ma non è così scontato che al termine della stagione sia lui ad essere decorato. Infatti, c’è un altro candidato a Chicago. E non è Joakim Noah, che questo premio l’ha già ricevuto, bensì di Pau Gasol, il cui lavoro in difesa si avverte partita dopo partita. Sarà una meravigliosa sfida tra due colossi, indipendentemente da chi la vincerà.
8) Anthony Davis sarà premiato come MVP ma i Pelicans non raggiungeranno i playoff
Dipende esclusivamente dall’importanza che la giuria darà al mancato (eventuale) approdo ai playoff di New Orleans. Davis è semplicemente dominante, mantiene una media punti spaventosa e i successi della squadra dipendono per il 75% dal suo score. Dunque, i requisiti per vincere il premio ci sarebbero. C’è da vedere, però, se il mancato raggiungimento dei playoff inciderà al punto tale da preferirgli un Harden o un Curry per tale premio.
9) Pau Gasol otterrà la prima candidatura al premio di MVP della sua carriera
La carriera dello spagnolo e la convivenza con Bryant non gli hanno permesso di giungere alla ribalta, nonostante tutte le vittorie su cui ha messo più di uno zampino. Quanto di buono sta facendo a Chicago potrebbe però procurargli una candidatura per il premio come giocatore più decisivo della Lega. Eventualità, anche quella della candidatura, poco probabile, in una squadra dove gioca Derrick Rose.
10) Dopo 40 anni, Golden State tornerà a vincere il titolo
I risultati ottenuti fino ad ora effettivamente inseriscono Golden State fra le serissime candidate a vincere il titolo. Il problema è che i ragazzi della Baia non hanno tutta questa esperienza nelle partite che contano così tanto e trovarsi contro giocatori che già lo sanno potrebbe essere una chiave dei loro playoff. La previsione è azzardata, ma dai Warriors (e dal numero 30) è lecito aspettarsi di tutto.
11) Gli Atlanta Hawks possono arrivare ai livelli del 1961
In quell’anno, gli Hawks (che facevano base a St. Louis, Missouri) arrivarono fino alle Finals, dove però persero contro i Celtics. Adesso, i numeri messi su dalla squadra di coach Budenholzer sono molto simili a quelli fatti registrare dai Dallas Mavericks del 2011 e degli Houston Rockets del 1995, due squadre che pur non essendo arrivate prime nella propria conference, riuscirono a vincere il titolo. Tra le contender, Atlanta al momento non è contemplata, ma chissà che il pensiero di giocare senza nulla da perdere non li possa portare dove osano le aquile. Pardon, i falchi.

(foto da: wageofwins.com)
(foto da: wageofwins.com)

12) Marc Gasol diventerà un giocatore dei New York Knicks
Tanti (buoni) motivi concorrono affinché Marc approdi alla Grande Mela. Il primo è la presenza di Josè Calderon, grande amico dello spagnolo; il secondo è l’importanza che avrebbe nel sistema tattico della squadra, dal momento che Gasol sarebbe un ottimo elemento su cui strutturare la triangle offense di Phil Jackson; il terzo sono i soldi, che arriverebbero sonori, dal momento che al termine della stagione i Knicks si libereranno di contratti pesanti; il quarto sono è la Eastern Conference, più facile da giocare e da vincere, per provare ad arrivare in fondo, proprio dove i Grizzlies non riescono mai a giungere.
13) Nerlens Noel sarà il protagonista più altisonante di una trade
La stagione “difficile”, per abusare di un eufemismo, di Philadelphia la porterà con ogni probabilità ad avere una delle prime scelte al draft. Se fosse la prima, questa dovrebbe essere Okafor, un centro potenzialmente dominante. Il punto è che si aggiungerebbe a Embiid e Noel e fra i due il più probabile partente è il secondo, che quindi potrebbe essere usato come merce di scambio per provare ad allestire un quintetto competitivo intorno alle giovani promesse.
14) Sacramento sarà una candidata ai playoff 2015/16
Individualmente, hanno davvero una bella squadra. Gay, Collison e Cousins sono tre giocatori importanti, che hanno le carte in regola per fare bene ai Kings. Da sempre la corsa all’ottavo posto è una ressa ad Ovest ed è facile che i Kings possano vincerla la prossima stagione.
15) Nei primi tre mesi della stagione 2015/16, i Washington Wizards avranno miglior record ad Est
Il discorso gira intorno alla crescita del backcourt: Beal e Wall, che insieme non fanno 50 anni, e che già occupano un posto di tutto rilievo in questa Lega. Elementi di contorno come Pierce, Gortat, Nene e la crescita di altri giovani come Porter, renderebbero la squadra più interessante di quella di Arenas & co. Senza negare l’ultimo paragone, Chicago e Toronto anche l’anno prossimo potrebbero avere quella marcia in più.

Commenta
(Visited 49 times, 1 visits today)

About The Author

Salvatore Malfitano Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone