NBA Finals, Booker: "Serate così capitano". Williams: "Troppi liberi a Giannis"

Serata amara per i Phoenix Suns al Fiserv Forum di Milwaukee. Gara3 delle NBA Finals 2021 ha infatti visto vincere i Bucks con il punteggio di 100-120, portando la serie sull’1-2. Così nel post partita le parole di Devin Booker e di coach Monty Williams.

Sicuramente in alcune occasioni potevo fare meglio, ma alla fine della giornata il discorso è il come riesci a lavorare in difesa, per limitare gli avversari. E noi non lo abbiamo fatto” – dice Booker, protagonista di una serata difficile (10+6 reb con 3/14 dal campo e 1/7 da tre) – “Per noi non è stata affatto una bella partita, ma serate così capitano“.

Sono decisamente più arrabbiato per il risultato, piuttosto che della mia prestazione. Giorni del genere sono rari dalle nostre parti, ma rivedremo la partita e torneremo in campo, assieme, pronti per la partita di mercoledì. Siamo alle Finals e avevo detto che i nostri avversari non si sarebbero mai arresi; giocheranno fino alla fine. Per farcela, dovremo dare il meglio come nelle prime due partite“, ha continuato.

La parola passa poi all’HC dei Suns: “Non voglio assolutamente lamentarmi pubblicamente dell’arbitraggio, dei falli fischiati. Ma l’evidenza è lì, noi ne abbiamo tirati 16, un giocatore dell’altra squadra (Giannis, ndr) 17. C’è bisogno di capire o definire quale sia una posizione difensiva legale, dato che Ayton può anche cercare di togliere le mani, ma se uno ti viene addosso a tutta velocità, diventa difficile“.

Ciò detto, bisogna rendere merito ai nostri avversari. Sono stati aggressivi e non voglio lamentarmi di una squadra che ha giocato in modo più duro di noi” – ha proseguito Monty Williams – “Da parte nostra, dobbiamo essere più capaci di ‘leggere’ come vengono arbitrate le partite, comportandoci poi di conseguenza“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.