Sixers, Jazz e Hawks chiudono il discorso. Doncic riporta avanti i Mavs

Nottata di verdetti in NBA, con ben tre serie di questo primo turno che hanno visto la loro conclusione, tutte sul punteggio di 4-1. Partiamo dalla Eastern Conference e, per la precisione, dal Wells Fargo Center. Pur senza Joel Embiid, messo momentaneamente ko da una lesione al menisco laterale del ginocchio destro, i Philadelphia 76ers hanno sconfitto in Gara5 i Washington Wizards (112-129), staccando il pass per le Semifinali di Conference. Partita in assoluto equilibrio fin quasi a metà terzo periodo (76-77 con 7’13” da giocare); poi i padroni di casa cominciano a prendere il largo, toccando il +11 (87-98) ad 1’05” dall’ultima pausa. Nel quarto periodo, quindi, i Capitolini alzano bandiera bianca, ritrovandosi sotto di 21 a 4’13” dal termine (101-122). Sugli scudi nei Sixers abbiamo Seth Curry (30 e 10/17 dal campo), Tobias Harris (28+9 reb e 6 ast) e Ben Simmons (19+11 ast e 10 reb); agli Wizards non sono sufficienti Bradley Beal (32+7 reb e 5 ast), Russell Westbrook (24+10 ast e 8 reb) e Rui Hachimura (21+6 reb).

Conti chiusi anche tra Atlanta Hawks e New York Knicks, con i ragazzi di coach McMillan corsari al Madison Square Garden (103-89). Davanti ad oltre 16 mila spettatori (84% della capienza) e dopo un primo tempo in sostanziale parità (53-50), gli ospiti piazzano le accelerazioni decisive nel terzo quarto, andando prima sul +12 (62-50 a 7’58” dall’ultimo intervallo), poi sul +16, quando sul cronometro rimaneva 1’53” (74-58). I Knicks non riescono a reagire e la tripla del +19 di Hunter a 5’44” dalla sirena (92-73) fa calare simbolicamente il sipario sulla partita e sulla stagione della squadra di coach Thibodeau. Per Atlanta l’MVP è sempre, ovviamente, Trae Young (36+9 ast); da segnalare anche Clint Capela (14+15 reb), mentre incide molto poco Danilo Gallinari (1+2 reb e 1 stl in 18′, con 0/7 dal campo). Nei Knicks, il migliore è Julius Randle (23+13 reb).

Spostiamoci ad Ovest, dove troviamo la terza franchigia che, nella notte, ha ottenuto la qualificazione per il turno successivo. Parliamo degli Utah Jazz che, alla Vivint Smart Home Arena, hanno superato 110-126 i Memphis Grizzlies, portando a casa la serie. Di partita non ce n’è praticamente stata fin dall’inizio, con i ragazzi di coach Snyder subito sul +14 (7-21 dopo 4’05” di gioco), poi sul +21 (19-40 a 3’47” dal primo intervallo) e quindi sul +20 dopo 12′ di gioco (27-47). Padroni di casa che hanno avuto vita facile nel controllare la flebile reazione ospite e, dopo aver chiuso i primi due quarti con un rassicurante +24 (51-75), hanno quindi toccato un massimo vantaggio di +34 a 2’45” dalla fine della terza frazione (66-100), rendendo il quarto conclusivo puro garbage time, utile solo ai Grizzlies per rendere meno pesante il passivo. Nei Jazz spicca Donovan Mitchell (30+10 ast e 6 reb), supportato bene da Jordan Clarkson (24), Rudy Gobert (23+15 reb), Bojan Bogdanovic (17+8 reb) e Royce O’Neale (17+6 reb e 4 stl). Per Memphis, che chiude qui il 2020/21, Ja Morant (27+11 ast e 7 reb), Dillon Brooks (27+5 reb) e Jonas Valanciunas (18+6 reb).

Chiudiamo con Gara5 tra Los Angeles Clippers e Dallas Mavericks; una serie nella quale il ‘fattore campo’ continua a non sussistere affatto. Eh si, poiché stanotte i texani, dopo aver vinto le prime due sfide esterne ed aver perso le successive due interne, all’American Airlines Center, si sono nuovamente imposti allo Staples Center (105-100), guidati da un Luka Doncic nuovamente a livelli super (42+14 ast e 8 reb). L’avvio è di marca Mavs, per il +10 a 2’39” da fine primo quarto (31-21), con lo sloveno che firma in calce i primi 12′ (19 a referto). I Clippers si scuotono e prima impattano sul 46-46 (5’32” alla pausa lunga), poi passano a condurre (49-51 con 2’40” sul cronometro), in entrambi i casi con il sigillo di Leonard. Negli spogliatoi, però, in vantaggio ci torna Dallas (56-54). L’avvio di ripresa sembra favorevole ai padroni di casa, che tornano avanti e toccano in due occasioni (entrambe con il #2) il +5 (la seconda sul 67-72, a 5’07” da fine periodo). Da questo momento, però, ai Clippers si spegne la luce (1/9 al tiro e 3 palloni persi), concedendo agli avversari un break di 22-3 che vale l’89-75 di fine terzo quarto; break nel segno di Doncic (13 nel periodo), spalleggiato da Hardaway e da Powell.

Ma non è affatto finita. Dallas, è vero, piazza subito il canestro del +16 con Hardaway (91-75); ma anche i ragazzi di coach Carlisle cominciano a sparare a salve, come dimostra il 5/22 dal campo negli ultimi 12′. Ciò permette agli angeleni di rifarsi pericolosamente sotto: a 5’51” dal termine, un 2/2 di Leonard vale il -4 (93-89); le triple del solito Hardaway e di Porzingis riportano i Mavs sul +10 (101-91 e 2’13” da giocare), ma i Clippers replicano con la stessa moneta (bombe di Jackson e Morris) e il 2+1 di Kawhi riduce il gap ad una sola lunghezza, quando mancano 39.5″ (101-100). Il finale è convulso. Doncic si fa rubare un pallone da Mann, ma Batum grazia gli avversari; il rimbalzo è di Hardaway che, mandato in lunetta da Morris, fa 2/2 (103-100 e 8.8″ sul cronometro). Dopo il time-out di Lue, è Leonard ad avere tra le mani la tripla del pareggio; peccato che il tiro dell’ex Spurs e Raptors sia un goffo airball, che finisce tra le mani di Richardson; il #0 subisce fallo da Jackson e, con i suoi unici due punti del match, fissa il punteggio sul 105-100. Oltre a Doncic, bene nei Mavs Tim Hardaway Jr. (20+7 reb); ai Clippers, invece, non bastano i ventelli di Paul George (23+10 reb+6 ast e 3 blk), Kawhi Leonard (20+5 reb e 5 ast) e Reggie Jackson (20).

 

Di seguito, il riepilogo della notte:

EASTERN CONFERENCE

WASHINGTON WIZARDS (8) @ PHILADELPHIA 76ERS (1) 112-129 (1-4)

ATLANTA HAWKS (5) @ NEW YORK KNICKS (4) 103-89 (4-1)

WESTERN CONFERENCE

MEMPHIS GRIZZLIES (8) @ UTAH JAZZ (1) 110-126 (1-4)

DALLAS MAVERICKS (5) @ LOS ANGELES CLIPPERS (4) 105-100 (3-2)

*In grassetto le franchigie qualificate al turno successivo.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.