NBA24 PREVIEW- Philadelphia 76ers: Sixers o Tankers?

Continuano le preview di NBA24: oggi è il turno dei Philadelphia 76ers, additata da molti come la squadra più debole di tutta la lega.

DOVE L’ABBIAMO LASCIATA-Diciotto vittorie in una stagione possono essere considerate un’annata fallimentare e un grande imbarazzo per tutte le franchigie NBA, ma non per i Philadelphia 76ers targati Sam Hinkie. Il GM ex Houston Rockets infatti non ha mai nascosto il piano per riportare la sua squadra in vetta alla lega: perdere il massimo delle partite per qualche stagione, accumulare alte scelte al draft per trasformale in franchise players o scambiarle, qualora si presentasse un’occasione d’oro, come successo ai razzi con James Harden.

Sam Hinkie, Gm dei Philadelphia 76ers
Sam Hinkie, Gm dei Philadelphia 76ers

Questa è una teoria portata all’estremo rispetto al classico rebuilding, che prevede il cedere buoni giocatori in cambio di assets futuribili per ricominciare dal basso. Hinkie non si è fatto fatto alcuno problema a cedere giocatori come Micheal Carter-Williams (Rookie Of the Year 2014) o KJ McDaniels per accaparrarsi due prime scelte ed una seconda, con l’idea di perdere ancora nel presente per avere più chance di vincere nel futuro. La speranza è che tutte queste scelte prima o poi si trasformino, in un modo o nell’altro, in giocatori di primissima fascia.

MERCATO ESTIVO-Oltre ad aver scelto Jahlil Okafor con la scelta numero 3 al draft, c’è poco altro da segnalare sul fronte mercato per i Sixers se non la trade imbastita con Sacramento, vogliosa di creare spazio salariale per puntare ai migliori free agent disponibili sul mercato. Philadelphia si porta a casa Nik Stauskas, Jason Thompson, Carl Landry, una prima scelta del 2018, e la possibilità di scambiare con i Kings le prime scelte nel 2016 e nel 2017, in cambio dei diritti su Arturas Gudaitis e Luka Mitrovic. Dunque se i Kings non riuscissero a qualificarsi ai playoff, cosa tutt’altro che impossibile nell’inferno della Western Conference, Philadelphia sarebbe la prima a giovarne, con tanti ringraziamenti a Vlade Divac e a tutti i Sacramento Kings.

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Jahlil Okafor, centro da Duke

L’UOMO FRANCHIGIA-Per tutti i motivi sopra descritti, i Sixers non hanno ancora a roster un giocatore considerato intoccabile sul mercato e su cui basare tutto il progetto tecnico. Se però dovessimo indicare un giocatore capace di portare qualche vittoria in più a Philadelphia, quello sarebbe sicuramente Jahlil Okafor, uno dei candidati principali per il premio Rookie of The Year 2016. Nonostante tutte lacune dal punto di vista difensivo, Okafor sarà capace di mettere a referto punti su punti sin dal primo giorno di NBA, grazie al suo gioco spalle a canestro e alle sua incredibile agilità. Sarà interessante vedere la sua integrazione con Nerlens Noel, centro dalle spiccate doti difensive, e qualora questa accoppiata risultasse efficiente come lo è sulla carta, allora forse Philadelphia avrebbe in mano le basi tecniche per ricominciare a costruire qualcosa di positivo.

A COSA PUNTARE-L’obiettivo stagionale imposto dalla dirigenza è semplice: perdere il più possibile e allo stesso tempo capire quali giocatori potranno far parte del gruppo futuro. Nonostante le credenze comuni i 76ers non sono stata la peggior squadra in nessuna delle due stagione di ‘tanking’: la difesa impostata da coach Brown è stata la 12esima di tutta la lega per defensive rating nel 2014-15 , e considerando solo i minuti con Noel in campo sale addirittura al sesto posto. Questo vuole dimostrare che perdere molte partite non preclude la possibilità di far vedere già qualcosa di buono nel presente, e in questo senso Brown e il suo staff non alleneranno per perdere, bensì per porre le basi di una cultura vincente.

IL PRONOSTICO-Premesso ciò, è innegabile che il roster di Philadelphia sia fra i più deboli della lega, ed un eventuale ingresso nella top25 delle squadre della lega avrebbe il sapore del miracolo sportivo.

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About The Author

Cosimo Cherubini Studente di Statistica all'Università degli Studi di Firenze. Grande appassionato di NBA e di tutti gli sport americani. Ho un solo grosso difetto: tifo tutte le franchigie di Cleveland. Non vi sto a dire che considerando football, basket e baseball non vinciamo un titolo nazionale dal 1964.