Philadelphia 76ers: anche la peggior stagione di sempre iniziò con un 0-15

sixers“Remember Philadelphia..” cantava Peter Cincotti. Già, essere tifosi dei Philadelphia 76ers deve essere davvero un’esperienza senza vie di mezzo, senza alcuna emozione tiepida. Passare da un titolo NBA(1966-67) schierando il più forte centro della storia del Gioco, al secolo Wilt Chamberlain, alla peggiore stagione di sempre(9-73 nel 1972-73) nel giro di 5 anni. Passare da un titolo sfiorato ad un anonimato totale che tocca il suo picco più basso(per ora) con uno 0-15. E la cosa più preoccupante è che anche la stagione maledetta del record negativo mai più battuto di 9-73 iniziò con un 0-15. La franchigia della Pennsylvaina, dopo aver vissuto l’epoca dorata della premiata ditta Julius Erving- Moses Malone che ha portato a diversi titoli di Conference e ad un anello, ha dovuto attendere l’arrivo di “The Answer” Allen Iverson, MVP del 2001, e la trade del forte centro africano Dikembe Mutombo, sotto la sapiente guida del veterano Larry Brown, per tornare a lottare per il titolo, solo sfiorato nel 2001 (I Sixers si arresero per 4 a 1 ai Lakers di Kobe e Shaq). Poi una diaspora e molte stagioni nell’anonimato, in quel limbo che nel crudele mondo dell’NBA significa non poter lottare per vincere e non poter sperare in grandi chiamate dal Draft. Il peggio sembrava passato dopo che, alla fine della disastrosa stagione 2014-2015, Philadelphia ha ottenuto la scelta numero tre del Draft e ingaggiato il promettente centro Jahlil Okafor. Nonostante le ottime prestazioni della stellina ex Duke, la prima vittoria deve ancora arrivare. E, ricordando Philadelphia, i tifosi del First Union Center sperano di non entrare nella storia dalla parte sbagliata, ancora una volta..

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About The Author

Teo Potenza 23 anni, studente di Lingue e letterature moderne presso l'Università degli studi della Basilicata. Aspirante storyteller cresciuto nel mito di Federico Buffa. Fede nerazzurra e neroargento. Mentori Mourinho e Popovich. Idoli Bryant e Ginobili. Tutto il resto è Wilt Chamberlain.