Raptors, Kyle Lowry: "In Gara-3 sarò molto aggressivo"

Si scaldano i motori in vista del terzo atto delle NBA Finals 2019 (ore 3:00 italiane). La serie, dopo le due sfide della Scotiabank Arena, sbarca nella Baia, alla Oracle Arena, con le due compagini, Golden State Warriors e Toronto Raptors, sull’1-1. Una partita alla quale, senza dubbio, sembrano arrivare meglio i canadesi che, recuperando appieno OG Anunoby, si presentano in pratica con il roster al completo.

Situazione decisamente diversa in casa Warriors: coach Steve Kerr dovrà fare ancora a meno di Kevin Durant, ha al 99% perso Kevon Looney e si ritrova con un Klay Thompson ‘questionable’. Senza contare gli acciacchi in particolare di gente come Andre Iguodala.

Tornando alla squadra di Nick Nurse, nella conferenza stampa pre-Gara3 abbiamo visto un Kyle Lowry decisamente combattivo, voglioso di riscattare il ko patito nella scorsa partita. “Cosa mi aspetto da questa partita? Giocare ovviamente, e fare tutto quello che serve per aiutare la squadra a vincere. Gioco meglio in trasferta, lo faccio da sempre. Il pensiero è che giocare in trasferta sia più difficile; io ho sempre adorato questa sensazione, e mi aiuta ad essere molto più aggressivo“, ha commentato Lowry.

Il #7 dei Raptors non vede l’ora di scendere sul parquet della Oracle Arena, impianto dove non ha mai brillato particolarmente: “Alla Oracle Arena non sono mai riuscito ad esprimermi al meglio. Ci sarà tanta gente, tanto entusiasmo, e io sarò aggressivo come mai prima d’ora“. In conclusione, il 33enne prodotto di Villanova torna a Gara-2, conclusa anzitempo per aver commesso sei falli: “L’ultimo è stato un fallo di frustrazione. Ho subito un paio di fischi in precedenza che non ho capito, pensando di essere nel giusto. Ma l’ultimo è stato un fallo di frustrazione, un fallo davvero stupido. E’ stata solo colpa mia“.

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Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.