Rockets, Harden: "Ho giocato male in attacco, quindi volevo essere decisivo in difesa"

James Harden ha deciso Gara-7 del Primo Turno di Playoff contro la sua ex squadra, gli Oklahoma City Thunder. Fin qui nulla di strano, con The Beard a mettere il sigillo su una serie tiratissima, conclusasi in favore dei Rockets nel classico ‘Win or Go Home’ con il punteggio di 102-104. Eppure, Harden l’ha risolta non con l’attacco, bensì con la difesa.

Mentre infatti nella metà campo offensiva il #13 di Houston ha vissuto un’insolita serata difficile (17 punti con 4/15 al tiro e 1/9 dal campo, oltre a 9 assist, 3 rimbalzi e 2 rubate), dall’altra parte ha compiuto la giocata decisiva, quasi sulla sirena, quando ha stoppato il tentativo di game-winner da tre della grande sorpresa di Gara-7 e della serie, il rookie undrafted Luguentz Dort, fin lì autore di una prova da 30 punti e 6/11 da oltre l’arco.

Offensivamente ho giocato una merda, perdonatemi il linguaggio” – ammette Harden ad ESPN – “Non riuscivo a mettere un tiro, ho perso palloni; in definitiva, ho fatto tutto quello che non avrei dovuto fare. Ciononostante sono rimasto concentrato sulla partita. I miei compagni mi hanno dato fiducia nel corso della partita e, difensivamente, dovevo fare una giocata importante. Dort aveva già messo dentro canestri importanti stasera, quindi dovevo fermarlo…“.

Non bisogna mai lasciare che i momenti difficili ti abbattano” – continua Harden – “Offensivamente è stata una di quelle serate dove non funziona niente, quindi volevo cambiare la partita in difesa. E credo di averlo fatto. È sempre bello realizzare 40-50 punti o tirare molto bene, vogliamo farlo tutti. L’essere decisivi quando conta sul lato difensivo, però, dimostra che sono rimasto concentrato sulla partita. Farlo, poi, in un clutch time significa molto“.

Sappiamo come va la narrativa. Una volta beccata un’etichetta, per i giocatori NBA è molto difficile togliersela” – spiega coach D’Antoni riguardo a Harden – “Nella mia carriera ho allenato tanti ragazzi che, nel corso del tempo, sono migliorati in quelli che erano i loro punti deboli, e ciononostante le persone continuavano a scrivere quanto fossero scarsi sotto quegli aspetti. James penso sia migliorato tanto in difesa. È rimasto focalizzato e sa quanto sia importante la difesa per vincere certe partite. Lui ha accettato la sfida e direi che sta facendo un ottimo lavoro“.

James sa giocare in difesa” – taglia corto Russell Westbrook – “Poiché a voi ragazzi (giornalisti ed opinionisti, ndr) piace tanto guardare i numeri, andate ad analizzare i suoi. Guardateli ed otterrete le vostre risposte. James difende eccome“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.