ROTY Rush #3 – La guida al Rookie dell’anno.

Bentornati all’appuntamento con i Rookie Nba, che vede una corsa all’elezione di esordiente migliore della stagione sempre più priva dei suoi concorrenti. Prima è stato il turno di Randle, poi il brutto infortunio di Parker e ora il taglio di Black da parte di Houston.

JABARI PARKER – Non potevo non inserire la scelta numero 2 del draft per l’ultima volta, dopo che un grave infortunio lo terrà fuori quasi certamente per il resto della stagione. Parker ha più volte dimostrato di essere il più pronto dei giovani appena approdati nella lega e l’ambiente in cui lavorerà resta in forte crescita, considerando che i suoi Bucks hanno asfaltato Atlanta nonostante la sua assenza. Non posso che fargli gli auguri per una rapida guarigione, tornando magari più forte di prima.

TARIK BLACK – Anche lui saluta forse definitivamente la competizione, ma per motivi vhe vanno oltre la sua salute. Che il ritorno di Howard lo relegasse ad un ruolo molto più da comparsa era prevedibile, che l’arrivo di J-Smoove in quel di Houston gli facesse perdere il posto di lavoro è stato un fulmine a ciel sereno. Non perché fosse un intoccabile, lungi da me dirlo, ma perché il ballottaggio con Dorsey sembrava pendere molto più dalla sua parte. Davvero un peccato, occasione persa sia per lui che per i Rockets.

hoopshabit.com
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ANDREW WIGGINS – Corsa in solitaria? Molto, molto probabile. Soprattutto se nelle ultime due partite ha punito con 22 e 27 punti rispettivamente Denver e Minnesota. Il problema è sempre lo stesso, se la squadra non gira lui non riesce a mettersela sulle spalle, e da lui troppe partite senza superare i 5 punti non sono accettabili. Più che vincere un premio che con tutta probabilità può perdere solo lui, l’obiettivo è crescere per diventare quel dominatore che aspira ad essere.

K.J. MCDANIELS – A me questo ragazzo piace davvero tanto. Costantemente in doppia cifra (13 con Miami e 12 con Portland, nelle ultime due) e con numeri difensivi sempre eccellenti, confermandosi uno dei migliori del draft per rimbalzi e palle rubate. Resta un mistero il perchè Coach Brown ancora non gli ritagli un posto in quintetto, dove viene troppe volte scavalcato da Sampsons, considerato intoccabile uno come Carter-Williams. Se i numeri sono già alti, avere una grande fetta di partita a disposizione potrebbe dargli un grande sprint per la corsa al premio.

NERLENS NOEL – Restiamo in quel di Philadelphia, aprendo il discorso sull’altro Rookie attualmente utilizzabile (aspettando Embiid). Che i 76ers abbiano finalmente ingranato è alla luce del sole, anche se qualsiasi obiettivo stagionale è un’utopia, e parte del merito va dato anche a lui. Sotto canestro resta un ottimo prospetto, mentre c’è ancora qualcosa da migliorare dal punto di vista realizzativo, dove troppo spesso risulta essere un No-Factor.

MARCUS SMART – Nella scorsa edizione avevamo detto che crescere sotto l’ala di uno come Rondo non poteva che fargli bene in ottica futura.. ed ecco che Rondo se ne va a Dallas. I Celtics hanno deciso di rifondare e il nuovo progetto riparte da lui, con la speranza di affiancargli altri ottimi rookie l’anno prossimo. Deve cominciare ad essere più importante nei punti, ma già vedere i tanti assist di cui si sta rendendo protagonista lenisce un minimo il dolore per il cuore infranto dei suoi tifosi.

espn.go.com
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NIKOLA MIROTIC – Attualmente è considerato l’unica vera alternativa a Wiggins per la vittoria finale, e partite come quelle contro Memphis non fanno che rafforzare la sua candidatura. 27 punti, 6 su 6 dall’arco e 8 rimbalzi per quella che si sta rivelando molto più che una riserva in quel di Chicago. La differenza con il rivale più accreditato che lui, nonostante abbia meno picchi, resta quasi sempre una certezza, sia nei punti che sotto canestro: per una franchigia che punta al titolo come i Bulls non può che essere una buona notizia.

SHABAZZ NAPIER – L’annuncio del suo spostamento in D-League era rimbalzato da una parte all’altra del web, dove non si sono contenute le critiche a chi di dovere. Coach Spoelstra probabilmente continua a tenerlo poco in considerazione, ma la superiorità tecnica che ha dimostrato nell’unica partita giocata tra le riserve e l’emergenza accorsa in casa Heat lo hanno costretto a richiamare l’eroe della scorsa finale in NCAA. Starà ancora a Shabazz far cambiare nuovamente idea al suo coach, facendo vedere finalmente i colpi di cui è capace.

ELFRID PAYTON – Stagione difficile sia per i Magic che per lui, decisamente sceso nelle graduatorie rispetto ad inizio anno. Ormai non ci sono più dubbi: ha bisogno di spazio. Non può più considerare un caso che le migliori prestazioni offerte ultimamente coincidano con il suo impiego nel quintetto, dove ha dimostrato di saper coesistere in modo intelligente con Oladipo. La scelta difficile è quella di far sedere in panchina Fournier, ma a mio modesto parere di rivelerà una mossa vincente.

KOSTAS PAPANIKOLAOU – Ritornato dopo gli acciacchi che l’hanno tenuto fermo, ha subito dimostrato di essere un’importante riserva per i razzi, che rinnovano partita dopo partita le alte ambizioni. I momenti di gloria non sono tantissimi, ma il lavoro sporco va fatto, mettendo punti importanti quando serve. In un team dove un singolo giocatore va così spesso sopra i 40 non è così facile migliorarsi nei punti, ma prima o poi il greco farà valere il suo talento.

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About The Author

Vincenzo Florio Nato a Napoli nel 1994. Laureando in Giurisprudenza e aspirante giornalista, fondatore di Nba24.it e firma di WorldOfWrestling.it. Diviso agonisticamente tra The Beard e Paul George, il cuore resta solo di Steve Nash.