STATS CORNER - Danilo Gallinari, the Italian Dream

Sognare è lecito.

Malgrado qualche bastian contrario per principio, la stragrande maggioranza dei cestisti e/o filo-cestisti italiani è d’accordo: vale la pena di unirsi per dare una mano al nostro rappresentante di maggior spessore in NBA (si sta parlando di capacità e possibilità individuali). Danilo Gallinari è, forse, il più forte italiano che abbia mai calcato un parquet. 210 centimetri per 102 kg, con la sua mobilità, il suo range di tiro e le sue capacità tecniche sono un’assoluta rarità anche al di là dell’oceano. Per questi e per altri mille motivi, il ragazzo da Sant’Angelo Lodigiano (LO) porterà a casa ben 14 milioni di dollari, il che lo rende lo sportivo italiano più pagato al mondo.

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Sognare è lecito, dicevamo. Questo perché, da qualche giorno a questa parte, è in corso una vera e propria petizione per consentire al nostro connazionale di ricevere l’onorificenza di partecipare all’All Star Game. La “Partita delle Stelle” è un appuntamento cui prendono parte solo i migliori giocatori NBA, che di solito sono anche i più votati dai fans. Chiaramente ci sono delle eccezioni (vedi Yao, Lin, Pachulia, Kanter, ecc.), ovvero giocatori, per lo più asiatici, stravotati da connazionali senza che per forza si meritino un posto nel roster della gara di esibizione più ambita al mondo. Ma è proprio per questo che bisognerebbe sostenere con ancora maggior vigore la candidatura di Danilo. Proveremo a darvi qualche numero, così da far cambiare idea (si spera) anche a quei pochi di noi che non lo ritenessero all’altezza.

Non avrebbe senso prender in considerazione eventuali guardie e/o ali della costa est, non perché non vi siano anomalie sopra descritte o perché sian tutti migliori giocatori del Gallo, anzi. Danilo sta viaggiando a 18.7 punti, 6 rimbalzi e 2.7 assist ad allacciata di scarpe, career high in ognuna di queste statistiche.
Semplicemente perché non avrebbe senso, non andando loro ad interferire con la classifica cui partecipa il nostro.

Per darvi un’idea, Kawhi Leonard ha 20 punti, circa 7 rimbalzi e 2.6 assist di media, un punto ed un rimbalzo di più a gara, eh. Nel solo mese di gennaio, ovvero dal suo ritorno in campo dopo 6 gare di assenza per un infortunio alla caviglia, le medie del Gallo sono da capogiro:  6.2 rimbalzi, 2.3 assist e 26.2 (dicasi VENTISEIPUNTODUE) punti a partita.

Guardando solo alle cifre, ha numeri migliori di almeno sette dei quindici giocatori che lo precedono nella lista. Tre di questi, però, accederanno all’ASG in ogni caso, anche come riconoscimento all’onorata carriera (Kobe, TimmyD e WunderDirk, sebbene quest’ultimo abbia cifre tutt’altro che basse), dunque non considereremo nemmeno loro, in quanto nel loro caso specifico crediamo sia almeno “un atto dovuto” vederli stellati ancora una volta.

Harrison Barnes (15° in lista): 12.7P, 4.7R, 1.8A

LaMarcus Aldridge (11°): 15.9P, 9R, 1A

Enes Kanter (10°): 11.4P, 7.6R, 0.6A

Zaza Pachulia (8°): 10.8P, 10.9R, 1.8A

Partendo dal presupposto che i nomi di fianco all’otto ed al dieci ci fanno venir un certo male al cuore a prescindere, l’unico con il quale si possa e si debba fare un ragionamento più profondo è l’ala Spurs, che ha un certo background ed un certo impatto (non ancora così incisivo quest’anno, ma importante). Barnes, Kanter e Pachulia NON SONO meglio del Gallo. Mai nella vita. Chi si ostina a dire che in classifica non c’è spazio per lui, beh, è solo un criticone di natura (Tranquillo docet). Danilo sta diventando un giocatore totale, d’impatto ed un leader, come lo dimostrano certe sue giocate.

A Denver è il go-to-guy e la stella di una squadra altalenante e, ad onor del vero, dal talento medio basso.

Questo condiziona molto la sua considerazione all’interno della lega: arrivare da una squadra vincente ti consente sicuramente di esser visto con un occhio diverso.

The Rooster non è solo un leader nella metà campo offensiva, ma si fa apprezzare anche in difesa con giocate incredibili come questa di pochi giorni fa, su un signor nessuno come Steph Curry.

Tra i due solo più di 20 cm e qualche kg di differenza.

Gallinari ha una win share, una stima delle vittorie apportate alla propria squadra, di ben 5.2: più alta (e non di poco) di quelle di Howard, Cousins, Griffin ed Anthony Davis. Non malaccio, considerato che, se il centro di Houston ha la “scusante” Harden, gli altri 3 dovrebbero per lo meno essere determinanti per le proprie squadre.

E’ sesto tra le ali piccole NBA in PER a ben 19.8 (“efficienza”), una delle statistiche più importanti in assoluto, dietro solo a 5 candidati MVP: KD, LeBron, Leonard, ‘Melo e Paul George. E’ settimo, sempre tra le ali piccole, per punti a partita, tutto ciò considerando che è la SF, tra quelle con almeno venti minuti di utilizzo medio, che perde meno palloni in assoluto.

Anche per quanto riguarda il box plus/minus le sue cifre superano quelle di molti dei suoi avversari più quotati in classifica, tra i quali ancora Cousins, Davis e Aldridge (addirittura in negativo, per quanto riguarda questa particolare classifica, fermo a -0.1 di +/-). Ai “bastian contrario” per partito preso chiediamo di mettersi una mano sul cuore, perché se la Georgia riuscisse davvero a mandare ZAZA all’ASG, con il Gallo a casa… sarebbe una sconfitta per tutti.

“Non è necessario sperare nella vittoria per battersi con onore per la propria bandiera”-. Dunque, ancora più uniti, diamo una chance ad un fenomeno finalmente Made in Italy.

Il motto è uno solo.

#NBAVote DANILO GALLINARI

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About The Author

Stefano Caffarra Classe '95, milanese. Fedele ai nero-argento quanto a Tranquillo-Buffa. Giocatore e studente, appassionato di tante cose che mi riempiono la vita. C'è tanto oltre la palla a spicchi, ma niente meglio della palla a spicchi.