Top&Flop Atlanta-Boston: Millsap e Bazemore trascinatori, delusione Crowder

In molti avevano grandi aspettative nei confronti dei Boston Celtics, in molti credevano che in questa serie ci sarebbe stato il ribaltamento del fattore campo e la vittoria della squadra peggio classificata. Gli stessi che credevano in ciò si sono dovuti ricredere sulle qualità degli Atlanta Hawks: una squadra quandrata e con maggiore esperienza di postseason, che gioca una pallacanestro vincente fatta di difesa asfissiane e grande dinamismo, soprattutto dei giocatori senza palla, in attacco. Nonostante non si siano ripetuti i risultati straordinari della scorsa stagione, la mano di Budenholzer si vede ancora in maniera limpida nel sistema Hawks: coach Bud è attualmente l’ex assistente di Popovich che più di tutti è riuscito ad avvicinarsi al sistema Spurs, raccattando giocatori dal fondo della free agency e facendoli diventare parti importanti di una macchina da pallacanestro. C’è da dire che l’assenza di Avery Bradley per i Celtics è stata pesantissima, se non decisiva. Ma guai a non dare i giusti meriti ad una squadra che non ha mai dato segni di cedimento, anche dopo aver subito due sconfitte consecutive in gara-3 e gara-4.

TOP

Paul Millsap: 16.8 punti, 9.2 rimbalzi, 2.6 assist e 1.2 palle rubate di media, tutto nrrmale se non fosse che si sta parlando dell’ala forte della squadra. La prestazione mostruosa da 45 punti in gara-4 basterebbe già da sola per designare Millsap come MVP della serie, ma quello che ha dimostrato in queste prima sei partite va anche aldilà di essa: dominio totale di entrambi i tabelloni, spazzando via dal campo Jared Sullinger; versatilità offensiva che ha garantito ad Atlanta sempre un vantaggio tattico costante; visione di gioco sorprendete che permette ai propri compagni di avere molto spesso almeno un tiro comodo. Il leader di questi Atlanta Hawks è lui, senza dubbio.

Isaiah Thomas: se c’è un Celtic che non è uscito dal campo da sconfitto, quello è senza dubbio Isaiah. Dopo la sconfitta di gara-2 e la perdita per infortunio di Bradley, Thomas ha deciso di prendere sulle sue “piccole” spalle non solo la franchigia, ma tutta la città di Boston. Da lì in poi è stato il principio e la fine dell’attacco dei Celtics: la sua gara-3 è potrebbe essere annoverata tra le imprese eroiche descritte nei poemi omerici, un eroe che riscatta il suo popolo portandolo alla vittoria. I suoi 24.2 punti e 5.0 assist di media, però, non sono bastati, e anche lui si è dovuto arrendere agli Hawks, dopo che gli hanno costruito letteralmente una gabbia difensiva per limitarlo in gara-5 e gara-6. Il futuro comunque è luminoso sia per lui che per Boston, ci sarà tempo per togliersi soddisfazioni.

Kent Bazemore: il vero uomo in più di Atlanta in questi playoff. La stagione già aveva evidenziato un miglioramento di punti (da 8.7 della scorsa a 12.4 di questa) e rimbalzi (da 2.5 a 5.9), ma in questo primo turno si è guadagnato il ruolo di sesto uomo di lusso a suon di penetrazioni vincenti e freddezza dall’arco. Protagonista sia di gara-3 che delle ultime due partite che hanno chiusto la serie, ha dimostrato di essere un difensore più che competente, mettendo una discreta museruola anche al miglior cannoniere, nonchè alla star, di Boston Isaiah Thomas.

FLOP

Jae Crowder: è stato sicuramente uno dei protagonisti dell’ottima stagione di Boston, ergendosi più di tutti a simbolo della pallacanestro di squadra dei Celtics, capace di rendere grandi giocatori che in passato non lo sembravano. Ed è forse per questo che i suoi scarsi numeri di questa fanno più rumore di altri: ci si aspettava decisamente molto di più da Jae Crowder in questa postseason. Il suo smarrimento in campo ha spiazzato un po’ tutti, in primis i suoi compagni: l’uomo del posto giusto al momento giusto sembrava sparito, al suo posto un giocatore timido e incapace di incidere in nessun momento della partita. Coach Stevens ha detto più volte in conferenza stampa di credere in lui, forse è stata solo mancanza di esperienza, in ogni caso i tifosi dei Celtics si aspettano di ritrovare il Crowder della regular season il prossimo anno.

Dennis Schröder: Se Bazemore è stato l’uomo in più per gli Hawks, Schröder è stato sicuramente l’uomo in meno. Durante la regular season coach Bud lo aveva schierato più volte da titolare, i suoi miglioramenti si sono visti eccome, ma in questi playoff, finora, il tedesco è sembrato mancare di lucidità più del solito. I numeri sono tutt’altro che esaltanti: 9.3 punti, 1.7 rimbalzi, 2.8 assist di media e solamente 3 palle recuperate totali in tutta la serie, a fronte di più di 18 minuti a partita. Questa serie l’ha steccata, ma gli Hawks l’hanno vinta lo stesso, contro Lebron e compagni ci vorrà il miglior Schröder se si vogliono avere speranze di continuare la post-season.

Jared Sullinger: il mistero più oscuro di questi Boston Celtics. Dopo la splendida annata da rookie nella stagione 2012-13 questo giocatore ha subìto un’involuzione continua. In questi playoff in particolare è stato totalmente surclassata da Horford e Millsap, a volte anche ridicolizzato da Muscala. Il vero problema di Sullinger non è la mancanza di carattere, che comunque non aiuta, ma la pessima forma fisica che lo ha fatto arrivare alla post-season senza energie. Già la scorsa stagione fu completamente saltata per una rottura da stress del piede destro, chiaro segno che quel piede doveva sostenere troppi chili eccessivi, quest’anno sembra che il trend non sia cambiato. Il futuro ci dirà se Sullinger sarà ancora nei piani dei Boston Celtics, quello che è certo è che dovrà fare molta corsa in estate, se vorrà rimanere nei piani della NBA.

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About The Author

Marco Di Egidio Teramano, classe '92, studente di giurisprudenza presso l'Università di Bologna. Ex giocatore di pallacanestro, amante del gioco a tutte le sue latitutidini, idoli giovanili del tutto romantici: Vince Carter e Mario Boni.