Un Davis mostruoso trascina i Pelicans. Notte da incubo per i Lakers: ko con i Rockets e infortunio per Randle

davis

ORLANDO @ NEW ORLEANS 84-101 – Parte bene la nuova stagione e avventura dei New Orleans Pelicans.
La gara doveva essere senza troppe difficoltà per la squadra di Anthony Davis, uomo del match con 26 punti, 17 rimbalzi più 9 stoppate al termine, e così è stato, visto anche il momento di difficoltà dei Magic che arrivavano allo Smoothie King Center di New Orleans senza Victor Oladipo, l’uomo più rappresentativo della franchigia.
Sin da subito è la difesa dei padroni di casa a mettere in crisi gli attacchi ospiti: le lunghe leve di Davis ne favoriscono gli intercetti e i contropiedi.
Orlando, però, resta in partita per tutto il primo quarto vista anche la buona serata al tiro di Vucevic e Fournier, ma è nel secondo quarto che gli ospiti perdono contatto: la second unit dei Magic non riesce infatti a tenere il passo dei padroni di casa, che scappano via con la predominanza sotto le plance di Asik e Anderson, che chiuderà con 22 punti partendo dalla panca.
Col 24-16 del secondo quarto il match resterà segnato fino alla fine, perché la risposta di Orlando arriverà troppo tardi.
Anche nella terza frazione i Pelicans tengono in mano le redini dell’incontro: tre triple consecutive allo scadere del terzo quarto di Ryan Anderson regaleranno un ultimo quarto di tranquillità a New Orleans, capace di gestire il vantaggio anche nell’ultima frazione.
Piacevole ritorno in campo per i Magic, che riconsegnano al basket giocato Ben Gordon, ultima apparizione ai Bobcats due anni fa.

MAGIC – Harris 25, O’Quinn 4, Vucevic 15 e 23 reb, Fournier 11, Payton 4, A. Gordon 11, B. Gordon 5, Ridnour 2, Dedmon 3, Marble 4.
PELICANS – Evans 12, Davis 26 e 17 reb, Asik 14 e 17 reb, Gordon 8, Holiday 8, Anderson 22, Fredette 2, Rivers 7, Ajinca 2.

 

HOUSTON @ L.A. LAKERS 108-90 – Serata amata allo Staples Center di Los Angeles, dove l’onening night dei padroni di casa dei Lakers si trasforma in un incubo.
L’esordio di Byron Scott è una sconfitta pesante contro i Rockets di Harden e degli ex Howard e Ariza che passano senza troppi problemi nella città degli angeli.
I neo arrivati Lin e Boozer promossi subito in quintetto titolare da Scott, ma nonostante un buon impatto sulla gara saranno poi gli ospiti ad allungare.
Harden, che chiuderà con 32 punti, inaugura subito al meglio la serata al tiro con una tripla, e tutto il quintetto dei Rockets sembra essere in buona serata al tiro, con la difesa gialloviola che si concentra su Howard e lascia liberi tutti gli altri.
La risposta Lakers sta ovviamente tutta nelle giocate di Kobe Bryant, 19 alla fine del match, ma Houston chiude avanti 31-19 la prima frazione; nel secondo quarto, con Howard già gravato di tre falli personali, Boozer e Hill provano a fare loro la zona sotto i tabelloni e i Lakers si rifanno sotto. Ma la difesa dei padroni di casa fa acqua da tutte le parti e i Rockets sono già a 62 punti all’intervallo lungo, contro i 45 dei padroni di casa.
Il terzo quarto è l’unico vinto dai Lakers, ma il 24-23 a favore non basta a riavvicinare i padroni di casa che arrivano solo fino al -9: si rivedono in campo Julius Randle e Jason Terry, con l’ex Mavericks a fare la differenza dalla lunga distanza.
Nell’ultimo quarto Kobe prova ad imbastire una risposta ma predica nel deserto e i suoi chiudono con 18 punti di svantaggio.
Altro dato negativo da registrare nella serata gialloviola è l’infortunio ad una gamba di Julius Randle: il rookie dei Lakers si fa male alla gamba sinistra a 6′ dal termine e lascia sofferente lo Staples.

ROCKETS – Ariza 16, Jones 16 e 13 reb, Howard 13, Harden 32, Beverley 9, Black 2, Terry 8, Motejunas 4, Papanikolaou 4, Daniels 2, Canaa 2.
LAKERS – Johnson 7, Boozer 17, Hill 7 e 10 reb, Bryant 19, Lin 7, Price 7, Clarkson 8, Davis 11, Henry 3, Randle 2, Sacre 2.

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About The Author

Gennaro Arpaia Napoletano classe ’91, da sempre malato di NBA. Giurista e pubblicista, crede in un solo Dio: Rasheed Wallace. Tutto il resto è Jordan. Fondatore di NBA24.it.