Un grande Wiggins non basta contro James e Love. Lowry guida i Raptors, i Warriors rialzano la testa contro i Suns. Vincono Anche Mavs, Grizzlies e Hornets

DALLAS MAVERICKS @ ORLANDO MAGIC 108-93 – Grazie ad un primo tempo da 66 punti (contro 41) i Dallas Mavericks si impongono facilmente ad Orlando contro i Magic. L’inizio di gara non è, tuttavia, fortunato per i texani che perdono quasi immediatamente Rondo, finito ko a causa di una ginocchiata involontaria alla testa di Jefferson, suo compagno di squadra. La partita prosegue e, come detto, nei primi 24 minuti è un monologo ospite, con Monta Ellis (25 punti e 13 assist) e Tyson Chandler (20 e 9 rimbalzi) a fare il bello e cattivo tempo. Il +25 con cui si arriva all’intervallo lungo equivale a sentenza definitiva: nonostante un ottimo Vucevic (doppia doppia da 17 e 16 rimbalzi), infatti, i padroni di casa non riescono a ricucire lo strappo, sebbene un 25-7 di parziale a cavallo tra terzo e quarto periodo li porti a -5 (94-89) a poco più di cinque minuti dalla sirena finale.E’ Monta Ellis, con un paio di giocate delle sue, a eliminare ogni velleità di rimonta dei Magic, costretti ad incassare l’ottava sconfitta consecutiva. All’Amway center finisce 108-93.

Dallas Mavericks: Jefferson 14, Nowitzki 11, Chandler 20, Ellis 25 (13 ass.), Harris 12, Smith 4, Villanueva e Aminu 6, Barea 10;

Orlando Magic: A. Gordon 11, Harris 8, Vucevic 17 (16 rimb.), Fournier e Green 15, Payton 4, Frye 10, Harkless 5, Dedmon 2, B. Gordon 6

23 punti, di cui 4 decisivi all'overtime, per Kyle Lowry (foto da: bleacherreport.com)
23 punti, di cui 4 decisivi all’overtime, per Kyle Lowry (foto da: bleacherreport.com)

TORONTO RAPTORS @ WASHINGTON WIZARDS 120-116 – Serve l’overtime ai Toronto Raptors per riuscire ad imporsi al Verizon Center contro i Washington Wizards. Dopo un primo quarto sostanzialmente equilibrato (33-30) dove, però, ai Raptors entra praticamente tutto (7/8 da tre punti), nel secondo periodo arriva un primo strappo favorito dal 5/24 dei padroni di casa. Il +15 dell’intervallo lungo (65-50) non è, perciò, una sorpresa. Al rientro dagli spogliatoi gli ospiti sembrano poter controllare agevolmente i ritmi della partita ma, nell’ultimo quarto, i Wizards si svegliano: Beal (26 punti) e Wall (28 e 12 assist) firmano la rimonta completata dalla tripla di Paul Pierce (19 per lui), per il pari 109 a 25 secondi dalla fine. I Raptors avrebbero, subito dopo, la palla per vincere ma l’appoggio al vetro dell’ottimo Louis Williams non è fortunato, così come il successivo tentativo di deviazione volante dalla rimessa dei Wizards, con appena tre decimi di secondo sul cronometro. Si va al supplementare dove si rivela decisivo il solito Kyle Lowry: 4 punti del play sono fondamentali per l’ 11-7 di parziale che consegna la vittoria ai canadesi per 120-116.

Toronto Raptors: DeRozan 15 (10 rimb.), A. Johnson 17, Valanciunas 6, Vasquez 12, Lowry 23, Patterson 16, Hansbrough 4, Williams 19, Ross 8;

Washington Wizards: Pierce 19, Nene 16, Gortat e Temple 2, Beal 26, Wall 28 (12 ass.), Humphries 10 (14 rimb.), Porter 9, Seraphin 4

OKLAHOMA CITY THUNDER @ MEMPHIS GRIZZLIES 74-85 – In una partita da punteggi bassi i Memphis Grizzlies sono, probabilmente, la squadra peggiore da affrontare nella Nba. Se ne sono accorti anche i Thunder, sconfitti 85-74 al FedEx Forum. Nel primo tempo, nonostante la mano tiepida di Durant e Westbrook (29 punti complessivi per un deludente 10/32 al tiro), gli ospiti riescono a tenere il passo dei padroni di casa, chiudendo a -5 (40-45) a metà gara. Nella ripresa, però, le due superstar di Okc deragliano e i Grizzlies, che trovano il solito mostruoso impatto in termini di punti e rimbalzi nella coppia Randolph-Gasol, ne approfittano ben più di quanto non dica il 22-23 di parziale nel terzo quarto. Un copione che non cambia nemmeno nell’ultimo parziale: Memphis gioca di squadra, trova punti anche da Koufos e Calathes e riesce a portare a casa la sesta W consecutiva.

Oklahoma City Thunder: Durant 15, Ibaka 13 (10 rimb.), Adams e Jackson 6, Roberson e Lamb 3, Westbrook 14, Waiters 7, Collison 2, Morrow 5;

Memphis Grizzlies: Green e Allen 8, Randolph 21 (18 rimb.), Gasol 15 (12 rimb.), Lee 7, Conley 10, Leuer 6, Udrih 2, Koufos e Calathes 4

Kevin Love e LeBron James, artefici della vittoria Cavs a Minneapolis (foto da: bleacherreport.com)
Kevin Love e LeBron James, artefici della vittoria Cavs a Minneapolis (foto da: bleacherreport.com)

CLEVELAND CAVALIERS @ MINNESOTA TIMBERWOLVES 106-90 – I 36 punti di LeBron James (14/25 al tiro, 3/8 dall’arco) tornano buoni per consegnare ai Cavs la decima vittoria consecutiva. Vittima di giornata i Minnesota Timberwolves, costretti a cedere tra le mura amiche del Target Center nonostante i 33 punti (career-high) di Andrew Wiggins. Grande attesa per Kevin Love, che tornava a Minneapolis per la prima volta dopo esser traslocato a Cleveland: nonostante i “buuu” di prammatica la prova del lungo numero 0 è più che buona (doppia doppia da 14 e 17 rimbalzi) così come il primo quarto degli ospiti (30-21). La replica dei T-Wolves, nel secondo parziale, è affidata al canadese più caldo del momento, protagonista principale del 22-28 che fa da viatico al 52-49 con cui si va all’intervallo lungo. Il terzo quarto non si discosta dal copione del secondo, con Wiggins a guidare i suoi. Sotto di 3 (76-79) all’alba degli ultimi 12 minuti di gioco, però, è il Re a prendersi il proscenio: 5 punti in fila di James aprono la strada al 30-11 che decide la gara in favore dei Cavaliers, vittorioso per 106-90.

Cleveland Cavaliers: James 36, Love (17 rimb.) e Mozgov 14, J.R. Smith 5, Irving 12, Shumpert 9, Thompson 4 (13 rimb.), Dellavedova 10, Jones 2;

Minnesota Timberwolves: Martin e Pekovic (12 rimb.) 14, Young 19, Wiggins 33, Brown 1, Dieng 4, Budinger 5

CHARLOTTE HORNETS @DENVER NUGGETS 104-86 – Grazie al totale dominio nel primo tempo (62-30 per i soli parziali) i Charlotte Hornets non hanno problemi ad espugnare il Pepsi Center di Denver, dominando i Nuggets 104-86. Come detto, si decide tutto nei primi 24 minuti di partita, con il 21-4 di parziale che spiana la strada agli ospiti, con Zeller che realizza 14 dei suoi 21 punti nel quarto d’apertura. Con i Nuggets che tirano con il 27% dal campo nella prima frazione, gli Hornets non hanno difficoltà a prendere definitivamente il largo, con Jefferson, Kidd-Gilchrist e Maxiell liberi di banchettare a piacimento con la complicità della disponibilissima difesa made in “Mile High City”. Il +32 a metà gara pone fine ai giochi con largo anticipo, lasciando spazio a un interminabile “garbage time”. Dallo sfacelo dei padroni di casa non si salva nemmeno Danilo Gallinari, autore di 15 punti (5/16 al tiro, 1/5 da tre).

Charlotte Hornets: Kidd-Gilchrist 17 (13 rimb.), Zeller 21, Jefferson e Maxiell 14, Henderson 8, Stephenson (13 ass.) e Taylor 4, Neal e Vonleh 10. Hairston 2;

Denver Nuggets: Chandler e Lawson 10, Gallinari 15, Nurkic 6, Afflalo e McGee 8, Gee 4, Hickson 12, Foye 1, Nelson 3, Harris 7, Green 2

PHOENIX SUNS @ GOLDEN STATE WARRIORS 87-106 – Reduci da due sconfitte consecutive, i Golden State Warriors tornano ad assaporare il balsamo della vittoria cogliendo all’Oracle Arena la vittoria stagionale numero 37. contro i Phoenix Suns. I quali, però, trascinati dalla vena di Bledsoe (16 punti) e Markieff Morris (doppia doppia da 17 e 11 rimbalzi) fanno proprio il primo quarto (28-23). Poi, con gli “Splash Brothers” che cominciano a svegliarsi, a cavallo tra secondo e terzo parziale, i Warriors scavano il solco che decide la gara: Curry segna 19 dei suoi 25 punti nel solo primo tempo, Thompson fa la sua parte (22), arrivano punti anche da Barnes, Green e Iguodala e, all’alba dell’ultimo quarto, il punteggio recita 70-78 a vantaggio dei padroni di casa. Che, con il 17-28 degli ultimi 12 minuti di gioco, riescono a condurre in porto la gara senza problemi. Finisce 87-106.

Phoenix Suns: Tucker e Marcus Morris 7, Markieff Morris 17 (11 rimb.), G. Dragic 10, Bledsoe 16, Thomas 13, Plumlee e Warren 2, Wright 4, Green 8, Z. Dragic 1;

Golden State Warriors: Barnes 13, Green 9 (11 rimb.), Bogut 4, Thompson 22, Curry 25, Iguodala 12, Lee 5, Barbosa 14, Livingston 2

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Claudio Pellecchia Napoletano classe ’87, giornalista sportivo e laureato in Giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi perché, come disse qualcuno, “lei non mente mai”. Scrive anche di calcio su Rivista Undici.