Warriors, Curry: "Non era la mia serata. Capita"

I Golden State Warriors hanno perso Gara-3 delle Western Conference Semifinals, permettendo agli Houston Rockets, vincenti 121-126 dopo un overtime, di riaprire la serie, adesso sul 2-1 per i californiani. Una partita che ha visto i quarantelli di James Harden (41) e di Kevin Durant (46), oltre alle convincenti prove di Eric Gordon (30) e di Draymond Green (tripla-doppia da 19+11 rimbalzi e 10 assist).

A fare da contraltare a tutto ciò c’è stata la brutta serata vissuta da Stephen Curry, sublimata in negativo dalla fallira schiacciata in campo aperto nel finale dell’overtime. Il nativo di Akron ha messo a referto 17 punti, tirando con un insufficiente 7/23 dal campo (2/9 da tre), commettendo vari errori di sufficienza, oltre a muoversi meno del solito nel flusso del gioco di coach Kerr.

Nella conferenza stampa post partita, Curry fa spallucce: “Semplicemente non era la mia serata. La schiacciata sbagliata? Alquanto autoesplicativa. Non ho provato il layup poiché mi sentivo in grado di fare quella giocata. C’era anche una buona dose di frustrazione per com’era andata la serata fino a quel momento. In definitiva, non è stato il mio momento migliore“.

Dice la sua coach Kerr: “Ha avuto una serata difficile. Può capitare a tutti, non importa quanto forte tu sia. Partite negative nel corso di una stagione possono capitare, ed è stata semplicemente una serata dura per lui. Ripeto, capita“. La parola passa poi a Draymond Green: “Sappiamo ciò di cui Steph è capace. Ti aspetti sempre il meglio e una serata del genere davvero non credi sia possibile per uno come lui. Ciononostante, noi abbiamo bisogno che Steph continui ad essere Steph, che continui a tirare, non importa se stia avendo difficoltà o meno. Quando è in campo crea molte opportunità per gli altri, avendo un grande impatto. Sappiamo che i suoi tiri cominceranno ad entrare“.

A volte può capitare, siamo tutti umani” – spiega Iguodala – “Tutti viviamo situazioni che normalmente non ci appartengono, per cui non ci preoccupiamo e guardiamo avanti. Lui sta bene e, così come Kevin Durant dice ‘Io sono Kevin Durant’, lui dice ‘Io sono Stephen Curry’. Non mi preoccupo affatto, farà di certo bene. Continuerà ad attirare l’attenzione e a produrre giocate spettacolari. Come ho detto, siamo tutti umani e tutti commettiamo degli errori“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.