Warriors, Thompson: "Lavoro per tornare al top. La nostra dinastia è finita? Non credo"

I Golden State Warriors si preparano ad affrontare una stagione imprevedibile in quanto ad obiettivi, visti gli sconvolgimenti portati dall’ultima Free Agency. Tra chi è rimasto, il punto interrogativo più grande riguarda Klay Thompson, operatosi poco meno di un mese fa al legamento crociato del ginocchio sinistro, durante Gara-6 delle ultime NBA Finals, perse 2-4 dai californiani contro i Toronto Raptors.

Il giocatore, che ha giurato fedeltà alla Baia firmando un quinquennale da 190 milioni, dovrebbe star fuori fin quasi alla pausa dell’All-Star Game 2020; ci si chiede, dunque, come si comporteranno gli Warriors in sua assenza e, soprattutto, in quali condizioni Thompson riuscirà a tornare. “Sapevo di essermi fatto male, ma non mi aspettavo certo un qualcosa di così grave; di certo il mio peggior infortunio in carriera“, ha commentato Klay a Los Angeles, durante un evento promozionale del videogame ‘Call of Duty: Modern Warfare’.

Essendo nel pieno di una Gara-6 delle Finals, avevo talmente tanta adrenalina da pensare che non fosse nulla di troppo serio; al massimo credevo di essermi slogato il ginocchio. Una volta tornato negli spogliatoi, però, mi sono accorto che qualcosa non andava, visto che il ginocchio si è gonfiato tanto. Non è una bella sensazione sentirsi impotenti, mentre i tuoi compagni sono in campo a giocarsi un qualcosa di così importante“, continua il 29enne angeleno.

Sui tempi di recupero, Klay sottolinea di non voler affrettare i tempi: “Ho sentito varie opinioni al riguardo, ma la realtà è che non voglio affrettare nulla; la mia volontà è di giocare fino a 39-40 anni. Questo è il mio progetto, soprattutto grazie al fatto di essere un tiratore. Ovvio, vorrei scendere in campo nella prossima stagione; ma non so quando“.

Tante grandi squadre nella storia, non solo del basket, sono state colpite dagli infortuni. Per quel che ci riguarda, noi Warriors eravamo stati abbastanza fortunati; nel nostro quinquennio, con cinque NBA Finals consecutive, avevamo avuto degli intoppi, ma nulla di eccessivamente traumatico. Nulla di paragonabile a quello che abbiamo passato io e Kevin” – aggiunge ancora il figlio di Mychal – “E’ stata veramente dura, ma la franchigia ha mostrato tanta lealtà e rispetto nei miei confronti, offrendomi il rinnovo di cinque anni. Non ci ho pensato su due volte, anche perché sarebbe stato davvero difficile lasciare questa squadra, con tutto quello che abbiamo vissuto. Senza contare la sensazione di incompiuto per aver solo potuto assaporare il quarto titolo. Gli infortuni sono la parte tragica degli sport, ma ti aiutano anche come motivazione“.

Thompson chiude il suo lungo intervento rispondendo a coloro i quali predicono una stagione da comprimari a Golden State, considerandone l’epopea bella che chiusa. “Credo sia abbastanza prematuro da dire” – esordisce Klay – “Abbiamo ancora Steph Curry, due volte MVP, Draymond Green, uno dei difensori più forti in circolazione; l’aggiunta di D’Angelo Russell è stata uno splendido regalo per noi, dato che sono certo sboccerà in una superstar quest’anno. E’ vero, perdere Andre e Shaun, soprattutto come esperienza, sarà dura; sono stati fondamentali nel percorso di crescita della nostra squadra. Ma sono felice di quelli che abbiamo aggiunto a roster. Fondamentale poi il ritorno di Looney, dato che Kevon è stato determinante negli scorsi Playoff. Così come credo che le abilità di Cauley-Stein ci torneranno molto utili“.

Dire che la nostra dinastia sia finita è anche abbastanza da ignoranti” – conclude KT11 – “Io lavoro per tornare al 100%, e credo che riuscirò ad essere ancora più atletico, migliorato. Non è molto intelligente escluderci da qualsiasi discorso. Questo è quel che voglio dire alle persone, specialmente per la chimica e le basi che abbiamo. Sono convinto che abbiamo tutto per continuare nel nostro cammino“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.