Wiggins e Gobert dominano nonostante Oladipo e LaVine. Non bene Exum, pessimo Payton.

Andrew Wiggins: 8.5 Qualche minuto a vuoto non gli fanno avere di più, ma il suo All Star Weekend è coronato dall’ennesima affermazione di quest’anno. 22 punti tra schiacciate e realizzazioni dal perimetro confermano quello che in molti sanno già: il ROTY Award è già suo.

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Rudy Gobert: 8+ I miglioramenti visti durante l’anno si sono visti tutti durante il match. La poca difesa che si fa è per la maggior parte sua, mentre offensivamente é una macchina da guerra a cui gli statunitensi non riescono a trovare rimedio.

Zach LaVine: 7.5 Il migliore dei suoi, e nemmeno partiva in quintetto! Magari il periodo a Minnesota non sarà dei migliori, ma atleticamente dimostra di essere bestiale ed in più di un’occasione spiega al pubblico perché sarà indaffarato anche domani sera.

Victor Oladipo: 7.5 Tanti punti per quello che, perso Carte-Williams, era indubbiamente il leader della formazione. Le giocate ci sono e non si discute (top scorer del team) se però non si sentisse costretto a farsi passare la palla tra le gambe 15 volte ad azione magari avrebbe fatto anche meglio. Nessuno difendeva e lui sembra essere l’unico a non averlo capito.

Dennis Schroder: 7+ Il tedesco di colore che arriva direttamente da Atlanta sta vivendo, come tutti gli Hawks, un momento magico che viene riproposto in modo credibile anche nel Match odierno. Tanti gli assist spettacolari (quello dal centrocampo a Wiggins è da incorniciare) e qualche spunto egoista che comunque va a buon fine.

Giannis Antetokounmpo: 7+ Anche per il greco si tratta di un semplice riconfermare quello di ottimo sta già facendo vedere in regular season. Magari avrebbe voluto arrivarci insieme al compagno Parker, ma anche da solo fa la sua bella figura, con una doppia doppia da ricordare, condita da tante azioni spettacolari.

Trey Burke: 7 Vince per distacco lo scontro diretto col compagno di squadra e di ruolo Dante Exum, risollevando le sorti del team nel secondo tempo. Sfrutta il momento di stallo dell’incontro e quasi non riapre il discorso sulla vittoria finale grazie sia a dei buoni punti che a degli ottimi assist.

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Mason Plumlee: 6.5 Che nel primo tempo nessuno si disturbasse a fare opposizione si vede dai punti che fa. Lasciato completamente libero di offendere a suo piacimento lo si vede troppe volte fare dei coast TO coast e schiacciare con tranquillità. Poi si monta la testa e inizia a fare cose improbabili ed inguardabili, che però non lo fanno scendere sotto la sufficienza solo per i punti segnati in precedenza.

Bojan Bogdanovic: 6+ Quando capisce che deve restare nei confini del suo ruolo è un discreto realizzatore, che comunque porta a casa i suoi 16 punti con 6/10 dal campo. Certo è che quando appoggia al tabellone e manca completamente il canestro diventa un disastro per i fan della disciplina.

Gorgui Dieng: 6+ Anche lui arriva ad una prestazione sufficiente, con dei picchi in alcuni momenti dell’incontro, che però contrastano con attimi di assoluto anonimato. Il finale di primo tempo è il suo momento di rivalsa, con tante schiacciate in isolamento e qualche rimbalzo decisivo.

Nerlens Noel: 6 Per un giocatore come lui questo tipo di competizione è quanto di più inadatto di possa scegliere. Il migliore dei Rookie per doti difensive non può che fare il compitino in una partita dove la difesa è l’ultimo dei problemi. Le sue cifre in merito sono sempre decenti, ma la mancanza di uno score alto lo relega ad una sufficienza molto stentata.

Robert Covington: 5.5 Il perché sia stato scelto lui e non McDaniels è ancora ignoto ai più, soprattutto dopo la prestazione incolore di questa sera. Poche azioni decisive, ancora meno idee geniali e un anonimato che non giustifica per niente la sua presenza nel match.

Dante Exum: 5+ Per fortuna sua la regular season sta viaggiando su ritmi diversi, perché se si dovesse giudicare solo da questa competizione, nessuno saprebbe spiegare perché nel quintetto degli Jazz ci parte lui e non Burke. La partita ormai è finita o almeno lo spero per lui.

Elfrid Payton: 4. Ma dov’era? Siamo sicuri che sia partito titolare o addirittura abbia giocato? Finalmente abbiamo rivisto il buon vecchio Payton di inizio stagione e francamente non mancava a nessuno. Occasione sprecata per mettersi in mostra in vista di un finale di stagione in cui dovrà fare a gomitate per restare a galla. Peccato

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About The Author

Vincenzo Florio Nato a Napoli nel 1994. Laureando in Giurisprudenza e aspirante giornalista, fondatore di Nba24.it e firma di WorldOfWrestling.it. Diviso agonisticamente tra The Beard e Paul George, il cuore resta solo di Steve Nash.