Dalla Scandone Avellino al basket Usa: la storia di Gianpaolo Riccio

E’ il sogno di tanti bambini incollati oggi a tv o qualsiasi dispositivo elettronico che gli permetta di intravedere il parquet dall’altra parte dell’oceano. Molti dicono che provarci è già impossibile, a quanto pare però c’è qualcuno che ci è riuscito. Tra i tanti italiani che hanno provato il grande salto, ce ne è uno che dalle giovanili della Scandone Avellino ha deciso di buttarsi con tutte le scarpe nella magia della vita americana e anche del basket a stelle e strisce. La storia di Gianpaolo Riccio è la vicenda di un ragazzo bravo ad andare a canestro, bravo con i jumper dalla lunga distanza, ma soprattutto bravo e capace nella vita di tutti i giorni. Guardia dei Gyrenes dell’università Ave Maria, il giocatore campano ha militato per un anno anche nell’Arendell Parrott Academy. In esclusiva per TuttoBasket, Gianpaolo ci ha raccontato della strabiliante avventura che ha vissuto in America e della nuova vita che lo aspetta dopo  il 7 maggio, quando farà ritorno in Italia.

– Una scelta coraggiosa quando avevi solo 18 anni, un sogno per qualsiasi ragazzo che guarda ad occhi aperti la pallacanestro d’oltreoceano. Puoi spiegarci come si è evoluto il viaggio di Gianpaolo Riccio negli States?

“Il primo anno in America è “volato”. Sono stato accolto a braccia aperte dalla famiglia che mi ha ospitato il primo anno e dalla scuola.”

– Così come per Mattia Norcino e per altri gioielli della Scandone Avellino, si potrebbe dire che un lupo lo è per sempre. Quanto il dna irpino ha inciso nella tua esperienza a stelle e strisce?

“Sicuramente tantissimo, andare oltreoceano è stata innanzitutto un’esperienza di vita quindi il coraggio e la tenacia tipici delle nostre radici mi hanno aiutato tanto specialmente nelle difficoltà.”

– Hai macinato in America record su record, ti sei evoluto come atleta sul parquet. Quali sono stati i dettagli che hai curato del tuo gioco che ti hanno permesso di diventare il giocatore che sei ora?

“Di sicuro ho potuto lavorare tanto sul tiro da fuori che spesso si è rivelato la mia arma principale. In generale sono migliorato tanto dal punto di vista atletico e fisico, aspetti fondamentali per un giocatore moderno.”

– Sembra ormai imminente un tuo ritorno in Italia. Hai dichiarato in altre interviste che ti piacerebbe giocare ad altissimi livelli. Ma semmai dovesse arrivarti una proposta dalla C Gold con il Basket club Irpinia di coach Iannaccone, ci faresti un pensiero nonostante la categoria?

“Al Basket Club ci sono tanti amici ed ex compagni di squadra quindi giocare con loro sarebbe sicuramente divertente. Su quello che sarà il mio futuro ragionerò meglio appena tornato in Italia, ci sono tanti aspetti da valutare quando si prendono queste decisioni.”

– In piena March Madness, e alla vigilia dei playoff Nba ci saranno tantissimi appassionati, tra cui molti ragazzi, che guarderanno con estremo interesse a questi due eventi. Cosa consiglieresti a chi volesse provare come te, il grande salto oltre l’oceano?

“È una bellissima esperienza e sono del parere che se si presenta l’occasione bisogna coglierla.”

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