DRAFT 2015 - Ecco chi potrebbero essere i campioni del futuro

a cura di Lorenzo Sonnino

Il tanking è diventato una pratica comune negli ultimi anni: squadre come Philadelphia, Orlando o Boston pochi anni fa, anziché affidarsi a giocatori esperti per cercare di essere competitive nell’immediato, preferiscono cederli in cambio di scelte al draft, così da poter scegliere giovani dal grande potenziale e modellarli in base alle proprie esigenze. Il 2014 è stato un draft di grandi talenti, ma anche quest’anno è valsa la pena di proseguire sulla strada del tanking? Proviamo a darvi qualche indicazione.

basketballbuddha.com
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EMMANUEL MUDIAY, PG, Guangdong Southern Tigers
Emmanuel Mudiay ha seguito un percorso diverso rispetto ai suoi coetanei cestisti: a causa delle difficoltà economiche della sua famiglia, anziché trascorrere un anno all’università, ha preferito trasferirsi in Cina e diventare subito professionista; nonostante la sua inusuale scelta, però, le sue quotazioni non si sono abbassate rispetto al suo ultimo anno alla Prep Prime High School, ed è tuttora considerato uno dei migliori prospetti del 2015.
Playmaker di 196 cm, sfrutta la sua altezza superiore alla media e la sua esplosività per creare semplici canestri per sè stesso e per gli altri, ma si esprime al meglio in campo aperto, grazie alla sua incredibile velocità, che gli permette di inserirsi negli spazi e di superare facilmente le difese dal palleggio. Nelle poche partite giocate ha viaggiato a 17,7 punti e 5,9 assist di media, ma aldilà delle statistiche, sembra avere la maturità per affrontare giocatori più esperti di lui, che hanno già calcato i parquet americani.
Sembra propenso a preferire il playmaking alla realizzazione e le sue abilità nel pick and roll sono già adatte al gioco della NBA; il suo tiro dalla media è ottimo, così come il tiro in corsa, ma dalla lunga distanza non eccelle e ci sono parecchi margini di miglioramento. Inoltre pecca nel decision-making, prendendosi spesso tiri forzati, ma è un difetto accettabile per un ragazzo di 19 anni.
Se si volesse scommettere sul miglioramento del tiro da 6,75 m e della selezione dei tiri, affidandosi a lui per il futuro, la prima scelta sarebbe sicuramente ben utilizzata.
Potrebbe essere utile ai 76ers, dopo l’addio di MCW, e a Lakers e Knicks, che necessitano di un playmaker di alto livello.

bleacherreport.com
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D’ANGELO RUSSELL, PG/SG, Ohio State Buckeyes
Al termine della High School, Russell non sembrava pronto al salto in NBA dopo un solo anno di college, ma con 19,2 punti a partita, media più alta tra i freshman dell’intera Division I, ha dimostrato a tutti il contrario, entrando di prepotenza tra i migliori prospetti di quest’anno.
La sua elevatissima media punti è giustificata dalla facilità disarmante con la quale riesce a segnare; arresto e tiro, penetrazione e tiro in corsa sono alcune tra le sue armi migliori, grazie alle quali è riuscito a mantenere delle percentuali notevoli: 49% da 2 e 42% da 3.
Oltre alle doti realizzative, però, è abile anche nell’assistere i compagni, nonostante la presenza del playmaker senior Shannon Scott, ed è dimostrato da suoi 5,2 assist di media a partita. Russell guida anche la classifica dei freshman per utilizzo, a dimostrare che nessun altro giocatore al primo anno porti un carico così pesante sulle proprie spalle; questo e segno di una leadership già degna della NBA.
Pecca un po’ a livello di atletismo e rapidità, che ancora non rispondono agli standard professionistici, così come la sua attitudine difensiva, che dipende molto da questi due fattori; nel complesso, però, Russell sembra pronto per essere incisivo fin da subito nel massimo campionato americano, e la giovane età permetterà di limare i difetti che qualsiasi giovane promessa si porta appresso.
Potrebbe essere scelto da 76ers, Knicks e Lakers, per ragioni simili a quelle di Mudiay.

sbnation.com
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KARL-ANTHONY TOWNS, PF/C, Kentucky Wildcats
Towns ha mostrato le proprie doti cestistiche sin dalla prima partita della stagione contro Kansas: 9 punti, 8 rimbalzi, 4 stoppate e 3 assist in soli 18 minuti hanno evidenziato la versatilità del giocatore, in grado di essere incisivo da entrambi i lati del campo, sia all’interno dell’area, sia fuori di essa.
Con il prosieguo della stagione, le aspettative attorno a questo ragazzo sono aumentate esponenzialmente, ma il minutaggio limitato della prima parte di stagione, per la volontà di coach Calipari di trovare il miglior assetto tattico possibile, ha fatto si che potessimo vedere solo alcuni lampi di classe di questo ragazzo. Nelle ultime settimane, con la crescita del suo utilizzo, Towns è definitivamente esploso, e le medie parlano chiaro: 16,3 punti, 11 rimbalzi, 2,5 assist e 2,5 stoppate di media.
Ala-centro di 211 cm e 113 kg, è un grande atleta ed è dotato di ottime abilità offensive: dai canestri in post ai passaggi ben ponderati, dal controllo palla al tiro, sembra avere un repertorio di base molto ampio; inoltre il suo 79% al tiro libero ed il 25% dalla lunga distanza (percentuale buona per il ruolo), lo rendono un giocatore dal tocco molto morbido.
Il fattore che, però, mantiene così alte le sue quotazioni è la difesa: l’apertura alare di 221 cm gli permette di essere un ottimo protettore del ferro, nonché un buon stoppatore; da questo ne deriva il miglior defensive rating della nazione.
Deve migliorare, però, il suo movimento di piedi a livello offensivo e la sua concentrazione nell’arco dei 40 minuti, data la sua tendenza ad esagerare con i falli, anche se nelle ultime partite è rimasto sul parquet nei momenti decisivi.
Se il prossimo 25 Giugno dovesse essere chiamato per primo da Adam Silver, sarebbe per la sua incredibile adattabilità alle esigenze di chiunque è per il suo potenziale, tanto che alcuni scout lo reputano migliore di Okafor sul lungo periodo, come riportato da ESPN.
Potrebbe essere utile ai Lakers, ai Knicks ed ai Celtics, in fase di rebuilding e scoperte nel ruolo.

sportsglory.com
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JAHLIL OKAFOR, C, Duke Blue Devils
Okafor è considerato il favorito alla corsa alla prima scelta sin dal suo ultimo anno alla Whitney Young High School. Centro di 208 cm e 123 kg, è un insieme di agilità, forza dimensioni e gran movimento di piedi, tanto da essere quasi inarrestabile in attacco, e lo dimostrano i suoi 17,6 punti a partita con il 66,8% dal campo. Le difese avversarie cercano di limitarlo con qualsiasi mezzo, ma oltre all’aiuto immediato su di lui, non riescono a trovare soluzioni efficaci, tanto che sotto canestro si è dimostrato un realizzatore fuori dal comune. Grazie alle sue mani enormi riesce ad afferrare la palla con grande facilità, ed il suo controllo palla ne giova sensibilmente, tanto da sembrare onnipotente in isolamento. La sua corporatura massiccia, nonché la sua apertura alare eccezionale (226 cm), fanno si che la sua presenza sotto i tabelloni sia notevole, in particolare in zona d’attacco, dove cattura 4 rimbalzi di media a partita, uno dei dati migliori dell’intera Division I.
La capacità di realizzare con alte percentuali lo rende molto appetibile per le franchigie NBA, perché può essere un giocatore al quale affidarsi contro una difesa schierata e attorno al quale gli avversari possano costruire la propria tattica di gioco.
È, però, carente dal punto di vista difensivo, dato l’incredibilmente basso rapporto tra stoppate realizzate e tentate, oltre alla scarsa velocità nello scivolamento laterale, che non gli permettono di essere efficace sui cambi dei pick and roll.
Il suo enorme potenziale offensivo, però, sembra oscurare qualche limite a livello difensivo, e questo potrebbe permettergli la prima chiamata al draft 2015.
Knicks, Lakers e Celtics potrebbero aver bisogno di un centro come Okafor, necessitando tutte di un miglioramento nel ruolo.

Solo il tempo potrà stabilire se il tanking è il percorso giusto da seguire; nell’attesa, gustiamoci i playoff della NCAA di quest’anno, che sono iniziati il 17, così da poter vedere all’opera questi giovani talenti e farsi un’idea più precisa sul loro reale valore.

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