STATS CORNER-Dallas Mavericks e il "problema" Rondo

C’è una data che sintetizza la stagione dei Dallas Mavericks, ed è il 18 dicembre 2014. prima di allora la squadra viaggiava con un record di 18-7 (72%), il miglior attacco per Offensive Rating con 113.6 punti ogni 100 possessi e il secondo miglior Net Rating (differenza tra OffRtg e DefRtg) dietro solo ai fantasmagorici Golden State Warriors. Ma quel giorno, Mark Cuban decide che arrivata l’ora per un azzardo e sacrifica così Jameer Nelson, Brendan Wright, Jae Crowder, una prima e una seconda scelta per accaparrarsi i talenti di Rajon Rondo.

fansided.com
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In questo modo sulla carta si è migliorata nettamente la posizione di playmaker titolare, ma si è un po’ danneggiato la qualità e la quantità della panchina. Da quel 18 dicembre infatti la squadra ha fatto un paio di passi indietro, a cominciare dal record che qui in poi dice 26 vittorie contro 19 sconfitte (57%). Inoltre il miglior attacco si è trasformato nel tredicesimo e il NetRtg è diventato l’undicesimo. Esclusivamente colpa di Rondo? Forse no, però analizzando i quintetti più utilizzati vengono fuori delle questioni piuttosto interessanti.

Il quintetto con Rondo-Ellis-Parsons-Nowitzki-Chandler ha un Offensive Rating di 102.4 e un NetRtg di -2.8; il “vecchio” quintetto titolare con Nelson al posto di RR9 aveva un OffRtg di 116.4 e un NeRtg di 12.9; inoltre quando sul terreno di gioco c’è Devin Harris al posto di Rajon, la squadra ha un OffRtg di 116.1 e un NetRtg di 7.2 che male non è. I numeri sembrerebbero andare contro l’ex Celtics. Andiamo a vedere adesso invece un po’ di cifre strettamente singolari.

Togliendo la stagione da rookie, quella in corso è la sua stagione con il più basso minutaggio(29.9), il più basso numero di punti in media per partita (8.7), la seconda peggior percentuale al tiro (41.4%, solo anno scorso ha fatto peggio con il 40.3%), e la peggior percentuale ai liberi di tutta la lega (35.3%). Andando più a fondo alla questione percentuale dal campo, tira 75/265 dal jumpshot (28.3%), di cui 65/208 dal midrange(31.25%); ok, è ancora il sesto playmaker per assist a partita, ma è l’ultimo per punti ed il terzultimo per eFG% dietro solo a Elfrid Payton e Micheal Carter-Williams, e come abbiamo visto in precedenza la sua presenza sembra danneggiare la sua squadra.

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Il vero problema è che in estate sarà freeagent,e il suo contratto attuale chiama per 12 milioni di dollari. Data la scadenza di altri contratti come quello di Tyson Chandler (da 14 milioni), lo spazio di manovra è piuttosto ampio, e rifirmare entrambi i giocatori a quelle cifre è possibile ma bloccherebbe l’arrivo di altri freeagent dal salario pesante. È anche vero che è stata spesa una prima scelta per l’ex Kentucky Wildcats e che rientra da una lunga serie di infortuni, quindi magari dopo un’estate a lavorare sul fisico è probabile che si riveda un Rondo milgore. Sicuramente è una situazione molto difficile e spinosa da risolvere, e Mark Cuban, insieme ai suoi collaboratori, non avrà un’estate di facile gestione.

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About The Author

Cosimo Cherubini Studente di Statistica all'Università degli Studi di Firenze. Grande appassionato di NBA e di tutti gli sport americani. Ho un solo grosso difetto: tifo tutte le franchigie di Cleveland. Non vi sto a dire che considerando football, basket e baseball non vinciamo un titolo nazionale dal 1964.